Al Teatro Quirino fino al 7 maggio, la compagnia del Balletto di Roma ripercorre a passi di danza la tragedia d’amore più amata di William Shakespeare.

In scena con nuovo allestimento pensato da Fabrizio Monteverde, che con un’inversione di titolo in “Giulietta e Romeo” concentra l’attenzione sul personaggio femminile dell’opera.

Giulietta e ROmeoLa trama segue il suo corso tradizionale in un’ambientazione che si discosta dal medioevo shakespeariano per inserirsi in tempi a noi più vicini, nel secondo dopoguerra.

Un tempo in cui tutto è distrutto e bisogna reinventare e costruire da zero. L’atmosfera di fermento si coglie nelle braccia di una Giulietta ribelle e anticonformista, che sogna il suo futuro così lontano da quello in cui la tradizione la vuole costringere.

Anche il luogo è inconsueto rispetto a quello dell’opera originale; Verona e suoi eleganti palazzi sono lontani dalla scena, che si svolge in un’Italia calda e mediterranea, tra i venti del profondo sud, con le sue contraddizioni, l’impulsività dei sentimenti che sfociano in un odio e amore impetuosi.

Giulietta (Azzurra Schena), audace e ribelle, trascina nel suo folle amore un Romeo (Luca Pannacci) schivo e introverso, che non può far a meno di farsi travolgere dall’irruenza della sua dama. Nelle meravigliose scene di ballo a due è palpabile la tensione vibrante dei loro corpi e l’amore inarrestabile che si accompagna alla morte.

Il loro inesorabile destino è manovrato dalle madri dei due giovani amanti, che nell’opera originale sono lasciate ai margini, mentre qui incarnano tutta la forza e la fermezza delle matriarche del sud, con il loro spirito conservatore e tradizionalista.

Nei passi a due dei protagonisti innamorati possiamo scorgere nitidamente le emozioni dei personaggi, dalla nascita e scoperta del grande amore, ad attimi di passione travolgente, fino alla straziante e tragica fine; così come nella danza delle madri, la coreografia così energica ed inquieta, ci racconta il contrasto di due mondi rivali, ma così simili e la tensione di animi in disaccordo.

Un balletto per chi ha amato e continua a commuoversi per questa memorabile tragedia senza tempo, che non lascerà delusi nel riallestimento di Monteverde, che nella sua modernità e novità non dimentica i lati romantici e unici che l’hanno resa grande, anzi, li esaspera e li riporta sul palco per farli apprezzare anche ad un pubblico più giovane e contemporaneo.

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Chi sono
Giulia Bianchi, 1991. Studia giurisprudenza, ma il suo sogno è scrivere. Partecipa a concorsi di poesia con proposte di pubblicazione. Amante dell’arte in tutte le sue forme spera di poter fare della sua passione un lavoro, sperimentandosi nel giornalismo culturale.
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Giulia Bianchi, 1991. Studia giurisprudenza, ma il suo sogno è scrivere. Partecipa a concorsi di poesia con proposte di pubblicazione. Amante dell’arte in tutte le sue forme spera di poter fare della sua passione un lavoro, sperimentandosi nel giornalismo culturale.
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