Groppi d’amore nella scuraglia in finale al Roma Fringe Festival

Impossibile non affezionarsi a Scatorchio ed ai suoi groppi d’amore nella scuraglia, lo diciamo subito a scanso di equivoci.

Lo spettacolo, interpretato magistralmente da Silvio Barbiero, è il terzo finalista di questa edizione del Roma Fringe Festival e nasce dalla penna di Tiziano Scarpa.

Groppi d’amore nella scuraglia è il racconto, comico e poetico al contempo, di Scatorchio che, in preda alla gelosia, fa un dispetto al suo rivale in amore aiutando il sindaco a trasformare il loro paesello in un’enorme discarica.

Ma la vera poesia sta nell’aver creato, da parte di Scarpa, una lingua originale, volutamente primitiva che affonda le sue radici nel centro-sud del nostro Paese, per raccontare tutto un insieme di sentimenti: l’amore, la miseria, la solitudine, la paura, i sogni e la realtà.

 

 

 

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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”
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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”

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