Barcolana a Trieste non è solo sport e non vuol dire solo vela, ma il mare c’entra sempre. Al mare, infatti, è rivolto il palco di Piazza dell’Unità che ospita la musica del FuoriRegata.

Nella Trieste di questa quarantasettesima Barcolana di spazio ce n’è in abbondanza, per il pubblico di tutti i gusti e di tutte le età.

Tra le varie iniziative che abbracciano il FuriRegata, quindi tutti gli eventi a terra, un ampio spazio è dedicato alla musica e nello specifico al cantautorato, sia emergente che consacrato.

La serata di ieri (9 ottobre) ha visto come protagonista la musica, e sul palco due band emergenti triestine ad aprire il concerto de Il Cile.

Il compito di rompere il ghiaccio è stato affidato ai Funk O Rama i quali hanno portato sul palco varie sfumature del Rock, dalla versione dell’indie più profonda a quella più funkie. La band è composta da Andrea Potocco – Bass guitar Alberto Ferrari – Guitars and backing vocals, Marco Ferrari – Guitars and backing vocals, Francesco Grillo – Vocals and keyboards, Manu Millini – Drums Michele “Funkov” Covacich – Keyboards. Tutti ragazzi poco più che ventenni; sei ragazzi dalla faccia pulita e che senza pretese e manie di grandezza, sulla loro pagina Facebook dicono di sè stessi

Noi Funk O Rama crediamo nel valore delle piccole cose. Siamo un po’ come Banderas con i suoi biscotti del Mulino: pochi ingredienti, semplici e genuini

Facendo un giro sul web, abbiamo trovato questo che un video clip su un loro singolo, buttateci un occhio!

Una volta rotto il ghiaccio del palco di Piazza dell’Unità arriva il momento di ballare il swing & blues dei Brazos – Black Suit Trio.

I componenti del gruppo sono Joe Thomas – Lead Vocal, Guitar; Paul Inn – Harp, Backing Vocals; Tramp Soul Simon – Double Bass, Backing Vocals; Matt Slim Butul – Drums, Backing Vocals.

Sul palco, ma anche sotto ci si scatena con ritmi degli anni cinquanta e sessanta, scanditi con bravura da questo elettrizzante gruppo.

Decisamente accurata l’immagine elegante/hipster che, volutamente, contrasta con i modi scatenati della band.

Anche per loro vorremmo condividere un bel video che li riguarda e che ne racconta l’energia

Una volta finite le esibizioni di queste spumeggianti band emergenti, a tranquillizzare gli spiriti del pubblico, ci raggiunge sul palco Il Cile, al secolo Lorenzo Cilembrini, proponendo successi come il singolo che dà il nome all’album Siamo morti a Vent’anni.

Vero punto di forza di questo artista è sicuramente l’aspetto legato al cantautorato. Il suo modo di urlare rabbia attraverso le canzoni.

Unico appunto che probabilmente andrebbe mosso è sulla scelta di abbinare due band come quelle che hanno aperto la serata, con un artista forse troppo intimo per una piazza che ha trascorso le due ore precedenti ballando.

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