L’arrivo a Milano del Victor Ullate Ballet, una delle principali compagnie di danza europee, è stato sicuramente un appuntamento imperdibile per il pubblico di appassionati. Compagnia fondata dal genio coreografico di Victor Ullate che, con la sua danza energica, ha rivisitato la tradizione spagnola mescolandola a classico e moderno.

Quattro le coreografie presentate: “Jaleos” uno dei classici lavori di Ullate, su musiche di Luis Delgado, coreografia intramontabile dopo diciassette anni dal suo debutto. “Y” affascinante pax de deux maschile su musiche di Mahler. “Après Toi (Omaggio a Bejart)”, con le musiche di Ludwig van Beethoven (secondo movimento della Settima sinfonia), un appassionato omaggio al celebre amico e maestro Maurice Béjart, e infine la nuovissima creazione “Bolero”, in una rilettura del celeberrimo capolavoro di Ravel.

Lo spettacolo privo totalmente di scenografie ma con un sapiente gioco di luci e contrasti ha posto l’attenzione sull’esecuzione dei danzatori che hanno risposto positivamente e brillantemente alla prova, esaltando il lato interpretativo e atletico che ben si sposano con le capacità tecniche ed espressive, grazie a una consapevolezza coreografica ed espressiva che ne fanno un corpo di ballo dal fascino accattivante, il quale cattura gli spettatori per l’apparente semplicità e naturalezza con cui passa da movimenti fluidi e rapidi a virtuosismi esplosivi e abbaglianti.

“Jaleos” è un balletto in stile neoclassico nel quale i ballerini, assecondando il virtuosismo sonoro, mostrano con accademica semplicità la complessità dei movimenti in una vetrina della tecnica classica. “Y” porta la firma nelle coreografie di Eduardo Lao, il quale ha voluto imporre una forma all’umanità e al destino mettendo in scena il loro inscindibile rapporto fino all’eternità con un brano dove il virtuosismo e la perfezione dei corpi sono il veicolo principale. “Après Toi (Omaggio a Bejart)” è risultato di grande delicatezza, brillantezza e magnificenza in puro stile bejartiano con le sue geniali dinamiche. E infine “Bolero”, il quale Victor Ullate lo propone in una versione ambientata negli anni ’20, un bolero con echi cubani in un contrasto ben marcato tra la femminilità e la mascolinità dei personaggi.

Una serata di danza unica e internazionale per assistere a uno spettacolo in cui la qualità artistica si è coniugata con l’originalità interpretativa.

 

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