Max: Chi comanda tra te e la mamma?
Lenny: Com’era la domanda?
Max: Chi comanda tra te e la mamma?
Lenny: Chi comanda? E c’è da chiederlo? Non lo sai chi comanda tra me e la mamma?
Max: No.
Lenny: Io comando. La mamma prende solo le decisioni, e c’è una differenza, cioè la mamma dice che cosa dobbiamo fare e io ho il controllo assoluto del telecomando.

Lenny Weinrib (un Antonello Avallone completamente a suo agio nelle dinamiche alleniane tanto da essere considerato il Woodie Allen italiano già dagli anni 90) è un giornalista sportivo di successo con una bella moglie, Amanda (Patrizia Ciabatta calata molto bene nel ruolo della donna in carriera), gallerista. La loro vita scorre serena, per quanto possano essere sereni i personaggi di Woodie Allen sempre alle prese con le nevrosi newyorkesi, fino al giorno in cui decidono, o meglio Amanda decide e Lenny ubbidisce, di adottare un bambino, Max.

Man mano che il bambino cresce i genitori vanno in crisi. Lenny decide di rintracciare la madre naturale del bambino e, con l’aiuto di un amico, riesce a scoprire che si chiama Linda Ash (una Ketty Di Porto dolce, ammaliante e divertente al tempo stesso).

FiorentiniSe Lenny pensava di trovarsi davanti ad un’adolescente rimasta incinta del suo primo fidanzatino, si sbagliava decisamente. Linda, in arte Judy Orgasm,  è un’attrice di film pornografici ingenua e un po’ oca, che però instaurerà un ottimo rapporto con l’insicuro Larry, aiutandosi a vicenda nei loro problemi sentimentali.

Lenny si affeziona a lei ed intrecciano un rapporto di amicizia senza alcun coinvolgimento sessuale, più per scelta di lui che di lei in realtà. L’uomo infatti vorrebbe farle cambiare vita, ma i suoi sforzi si rivelano inutili. Dopo essere venuto a conoscenza che Amanda lo vuole lasciare per il gallerista, e dopo aver convinto il protettore di Linda a non sfruttarla più, Lenny la va a trovare e finalmente fa l’amore con lei.

Subito dopo si rende conto di quanto gli manchi sua moglie e decide di tornare a vivere con lei mentre Linda incontra un bravo ragazzo con cui sposarsi. Qualche mese dopo i due si incontrano casualmente per strada ma Linda non rivela che in quell’unica notte d’amore  ha avuto una figlia da Lenny, così come Lenny non spiegherà mai a Linda che suo figlio è il neonato che la ragazza aveva abbandonato quando era rimasta incinta anni prima.

Il testo (tradotto da  Giorgio Mariuzzo  e autorizzato dallo stesso autore) è uno dei capolavori di Allen, e come spiega il regista e protagonista dello spettacolo, Antonello Avallone: “Difficilissima la trasposizione teatrale di una sceneggiatura cinematografica, neanche a dirlo; le inquadrature, la fotografia, i primi piani, sostengono la scrittura e, fondamentalmente, la sceneggiatura è scritta per lo schermo. Numerose le operazioni deludenti. A volte, però, succede che il soggetto e i dialoghi sono talmente intensi e originali, che con un po’ di attenzione, cercando di dimenticare il film e di rendersi conto che ci si trova su un palco, dal vivo, davanti ad uno spettatore, i risultati possono essere soddisfacenti. L’adattamento di Giorgio Mariuzzo e la mia esperienza in operazioni del genere credo proprio abbiano prodotto un risultato di tutto rispetto. Tra l’altro non è certo la mia prima volta con i testi di Woody, lo rappresento dal 1992 con grande successo di critica e, devo dire, con mio grande piacere.

Il mio intento è stato quello di non tradire le atmosfere del film, di esaltare la comicità tipica di Allen, di spingere, ove possibile, sul lato romantico della commedia e di dare il giusto rilievo al coro greco, qui con spiccate velleità canterine, al quale sono affidati deliziosi siparietti greco – newyorkesi.

Allen ha immaginato un soggetto da tragedia greca che, nella società di oggi, diventa commedia. Un giornalista sportivo, Lenny, insieme alla sua giovane moglie in carriera, adottano un figlio. Il bambino mostra grandi qualità intellettive e allora scatta una molla nella mente di Lenny :chi è la madre ? Il percorso di raggiungimento del fine è commentato e ostacolato da personaggi come Cassandra, il Corifeo (Sergio Fiorentini che con i suoi interventi strappa più di un applauso a scena aperta), il coro.

Il desiderio di sapere permette a Lenny di trovare la madre di suo figlio che, con suo grande sgomento, è un’attrice porno. Una ragazza candida, però, ingenua, romantica, con un passato difficilissimo.

12 attori in scena. Tra questi la preziosa presenza di Sergio Fiorentini, nel ruolo del corifeo, interpretato nel film da Abraham Murray, e di Ketty Di Porto, selezionata tra tante attrici, con l’approvazione di Mister Woody Allen, nel delicatissimo ruolo che fu di Mira Sorvino, vincitrice di un Oscar proprio per questa interpretazione.

Una scommessa, un desiderio, un atto d’amore, la volontà di portare in scena una commedia comica d’autore, dove le risate sono intelligenti, mai fini a se stesse, e nella quale si toccano tanti sentimenti ed emozioni. Quelli che uno spettacolo teatrale, comico o drammatico che sia, deve sempre trasmettere perché il Teatro sia ancora degno di questo nome”.

Un ruolo non indifferente nell’economia della commedia è affidata al Coro. Un Coro da tragedia greca che, proprio come ai tempi di Eschilo, commenta l’azione dei personaggi, che però agiscono nella New York nevrotizzata di oggi. Detta così, potrebbe sembrare una cosa seriosa e intellettuale: invece il Coro di Woody è una buffonata, tenuta sul filo di rasoio grazie a un umorismo a prova di bomba, e risolto, alla fine, in una scena esilarante in cui i componenti, ormai semi-brilli, si mettono a ballare e canticchiare in purissimo stile Broadway.

In scena al Teatro dell’Angelo fino al 3 Febbraio 2013.

Alcune immagini dello spettacolo

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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”
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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”

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