“In scena en travesti” (il travestitismo nello spettacolo italiano) di Andrea Jelardi

con divagazioni di Vittoria Ottolenghi

 

“In scena en travesti – Il travestitismo nello spettacolo italiano” di Andrea Jelardi, Giuseppe Farruggio, Eduardo Savarese, Giordano Bassetti, nasce da un’idea di Vittoria Ottolenghi, la più autorevole studiosa e critica italiana di balletto e danza, nonché memoria storica dello spettacolo nazionale.

Il volume, edito nella collana “Off-Side” diretta da Fabio Croce per le Edizioni Libreria Croce si propone come viaggio lungo e avvincente nell’arte di esibirsi en travesti.

Attraverso l’esame dei singoli generi, dall’opera al balletto, dal teatro al varietà, dal cinema alla TV, gli autori ripercorrono le tappe di una storia affascinante e rievocano protagonisti del passato e del presente analizzando l’evoluzione attraverso i secoli di un tipo di spettacolo a sé stante, ricco di influssi culturali e sociali.

Quella che venne considerata un’arte minore vanta autori come Gioachino Rossini, Gaetano Donizetti, Giuseppe Verdi e Vincenzo Bellini fino ad arrivare ad interpreti magistrali come Totò, Aldo Fabrizi, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassmann, Albergo Sordi e Paolo Poli.

Lo scopo di questo saggio, riccamente illustrato da significative foto a colori e concepito come un grande spettacolo di piume e lustrini, è quello di far luce su un argomento finora poco trattato e di offrire al lettore e agli appassionati del settore uno strumento utile dove reperire nomi, date e generi legati sia alla scena contemporanea che a quella di epoche lontane.

L’autore

cover_jelardi621L’autore Andrea Jelardi vive e lavora a Napoli.

È assistente presso l’Università degli studi Suor Orsola Benincasa alla cattedra di Storia della città e del territorio e, dal 2003, a quella di Storia del viaggio e del turismo.

Ha iniziato l’attività giornalistica nel 1994 collaborando a vari giornali e riviste tra cui il quotidiano “Roma”, le riviste mensili Csa Mia Decor e Lui GuideMagazine e il quindicinale “Realtà Sannita”.

Ha pubblicato diversi saggi tra cui: Benevento antica e moderna, Giuseppe Moscati e la scuola medica sannita del Novecento, Goffredo Coppola un intellettuale del fascismo fucilato a Dongo, Almerico Meomartini architetto e archeologo, De Nicola il presidente galantuomo, Storia di Benevento e insieme a Giordano Bassetti ha dato alle stampe “Queer tv. Omosessualità e trasgressione nella televisione italiana”.

La casa editrice

Le “Edizioni Croce di Fabio Croce” nascono a Roma nel 1998.

L’esperienza nel mondo dei libri dei Croce ha radici molto più lontane: dal 1945 hanno gestito nella capitale le più famose librerie esistenti in Italia con grande professionalità, dando vita a un salotto culturale presso la storica libreria Croce di Corso Vittorio Emanuele, che ha visto esibirsi i più importanti intellettuali italiani dal dopoguerra ad oggi.

Presenze costanti negli anni Settanta quelle di Sandro Penna, Alba de Céspedes, Alberto Moravia, Pierpaolo Pasolini, Elsa Morante, Dario Bellezza, Amelia Rosselli, Dacia Maraini e i più grandi scrittori e pittori del mondo che ambivano a esporre le loro doti artistiche nel tempio della cultura romana.

La tradizione culturale delle librerie Croce ora sopravvive attraverso la casa editrice. La continua ricerca letteraria e l’amore per la cultura ne guidano l’opera editoriale. Autrici e autori di primo piano come Vittoria Ottolenghi.

Un discorso particolare va fatto per l’impegno politico e sociale di Fabio Croce: sua è la cura della collana Off-side in cui pubblica opere di narrativa e saggistica unicamente rivolte al tema del rispetto dei diritti civili delle minoranze e degli studi di genere; come anche l’attenzione verso le problematiche che riguardano le grandi religioni, senza escludere la filosofia contemporanea.

Ma non ha assolutamente precluso l’attività vivace delle altre collane curate da Maffia (narrativa e poesia) e da Luigi Reina (universitaria), che hanno ricevuto riconoscimenti per la qualità dei volumi pubblicati, nonché numerose adozioni presso facoltà universitarie di tutta Italia.

La stesura di questo interessante e particolare volume di 230 pagine è stato curato e guidato dai preziosi consigli e suggerimenti di Vittoria Ottolenghi la quale ha scritto anche la prefazione.

L’affiatato gruppo di ricerca che ha dato vita al saggio è composto dal giornalista e scrittore Andrea Jelardi che ha coordinato il lavoro e ha redatto i capitoli sul varietà, la televisione e il teatro; dal coreografo e ballerino Giuseppe Farruggio autore del capitolo sul balletto e coautore di quello sul teatro; dal magistrato Eduardo Savarese che ha curato le pagine dedicate all’opera e dell’attore Giordano Bassetti che ha trattato il travestitismo nel cinema.

Gli autori si sono avvalsi inoltre della collaborazione dello scrittore e attore Gianluca Meis che ha curato un saggio-intervista a Paolo Poli, dell’esperto collezionista di opera Sergio Ragni, del dirigente del settore cinematografico Roberto Meomartini, dalla sessuologa Gloria Persico, nonché dei noti attori di teatro e cinema Giacomo Rizzo e Nando Paone.

Vittoria Ottolenghi
Vittoria Ottolenghi
Vittoria Ottolenghi

Vittoria Ottolenghi è stata una scrittrice, giornalista e saggista italiana.

Ha vissuto e lavorato a Roma, dove ha studiato al Liceo classico e si è laureata in letteratura inglese.

Si appassionò quasi per caso allo studio della danza quando le venne affidato l’incarico di critica nella monumentale “Enciclopedia dello Spettacolo” (1954-1968) di Silvio D’Amico, cimentandosi come autodidatta nello studio di questa disciplina fino ad allora a lei pressoché ignota e poi lavorando alla redazione dell’opera per oltre dieci anni come autrice e redattrice per il settore Danza e Teatro Musicale.

È stata una delle più care amiche di Rudolf Nureyev.

Nel 1956 iniziò il suo lavoro di critico di danza anche per “Paese sera”, cui più tardi affiancò regolari collaborazioni con importanti quotidiani e riviste.

Dal 1960 ha lavorato per la Rai all’ideazione, alla cura e alla realizzazione di programmi, soprattutto di danza, tra cui “Maratona d’estate”, alla quale si deve, in gran parte, la diffusione della cultura della danza in Italia.

In coppia con Vittoria Cappelli per Rai Uno crea gli spettacoli “Le Divine”, “Mantova Festa a Corte”, “Festa da Napoli”, “Il gioco dell’Eroe”, “Gli Specchi di Trieste”, “Los Divinos”, “Sport-in-danza”, “Il Paese delle Sirene”, “Bergamo, Festa in Piazza”, “Una rosa per il 2000” e “Torino, Notte di stelle” tutti trasmessi in Eurovisione-Intervisione.

Ha curato inoltre seminari di analisi della danza e varie serie di conferenze-spettacolo.

Alla Filarmonica Romana ha donato oltre 600 tra volumi e documenti video di danza che sono stati raccolti nel “Fondo Vittoria Ottolenghi”.

Nel 2009, già gravemente ammalata, propose la sua collaborazione nella realizzazione di quest’opera letteraria da tempo immaginata, ossia il primo volume organico sullo spettacolo “en travesti” in Italia che affidò ad Andrea Jelardi insieme ad altri esperti del settore.

Con il suo fondamentale aiuto e l’ausilio dei suoi ricordi, il libro – del quale firmò la prefazione – ripercorre in maniera completa e accurata la storia nel travestitismo italiano nei suoi vari generi, anche con interviste e contributi di vari autori.

Vittoria Ottolenghi è morta a Roma il 10 dicembre del 2012 all’età di 88 anni.

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