«Prendi un uomo per la gola o dimenticalo mangiando…»

 

È questo il motto della nuova commedia “Una ricetta per single” di Cinzia Berni nel duplice ruolo di autrice dei testi e attrice, in scena al Teatro de’ Servi fino al 17 febbraio e della regia di Roberto Marafante.

Uno spettacolo leggero e divertente che ruota intorno alla vita di quattro amiche “rigorosamente”  single, in una rimpatriata consolatoria condita tra gustose ricette e l’ironia delle protagoniste.

Subito si entra  nell’atmosfera accogliente e vivace del salotto di Silvia (Cinzia Berni) che ospita le sue amiche; Giulia interpretata da Cristiana Lionello, dotata di una pungente ironia, Irene  (Alessandra Korompay) la quale, per le altre, ha avuto la fortuna di essere vedova, dall’aria snob e inseparabile dalle sue borse, e Susanna (Francesca Zavaglia) con un matrimonio fallito alle spalle e un figlio, che rincorre un amore sbagliato pur di non rimanere sola.

Ilarità, derisione e punzecchiate, sono gli ingredienti giusti per mantenere frizzante l’amicizia delle single ladies e l’atmosfera, tra brindisi con il marsala e vecchi ricordi, fino al momento in cui riaffiora come un sogno Luca (Paolo Persi), con il quale tutte hanno avuto una relazione, in una veste statuaria che riaccende la passione mai sopita in un avvolgente e sensuale tango.

Un’apparizione che si tramuta in realtà quando Luca bussa alla porta.

Immancabili i colpi di scena che tengono alto il ritmo dello spettacolo e la vita fervente di ciascuna, a cui il destino riserva ancora delle sorprese.

Una scenografia allestita e curata nei minimi dettagli, come adeguata e apprezzata la scelta della coreografia del tango che ha trasformato per alcuni istanti l’atmosfera comica in un coinvolgimento a quattro ben riuscito, che ha sottolineato la versatilità dei protagonisti sulla scena.

 

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Laureata a la Sapienza in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione con la tesi “Il femminicidio. La favola nera della cronaca italiana“. Da sempre con la passione per la scrittura creativa e la comunicazione, consegue il diploma di laurea in Scienze della comunicazione per poi perfezionare e completare il ciclo di studi con la laurea magistrale. Le varie esperienze lavorative nell’ambito dell’informazione radiofonica e televisiva le fanno maturare e sperimentare sul campo la teoria studiata sui libri dandole la possibilità di acquisire ulteriori conoscenze. I mass media non sono le uniche esperienze lavorative e formative. Lo spirito di adattamento e la versatilità le hanno dato l’opportunità in passato di maturare esperienze in diversi settori, dall’immobiliare ai centri estivi e di doposcuola. L’incontro con il teatro avviene casualmente e la visione di uno spettacolo di Gigi Proietti si rivela fatale. La smisurata passione per il teatro si trasferisce nell’ambito degli studi portando in commissione di laurea triennale la tesi “L’arte del comunicare. Teatro e media nell’epoca post moderna” prendendo come modello di riferimento le doti comunicative di Gigi Proietti. “ Un grande errore è credersi di piu’ di quello che si è ma anche stimarsi di meno di quello che si vale” .
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Laureata a la Sapienza in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione con la tesi “Il femminicidio. La favola nera della cronaca italiana“. Da sempre con la passione per la scrittura creativa e la comunicazione, consegue il diploma di laurea in Scienze della comunicazione per poi perfezionare e completare il ciclo di studi con la laurea magistrale. Le varie esperienze lavorative nell’ambito dell’informazione radiofonica e televisiva le fanno maturare e sperimentare sul campo la teoria studiata sui libri dandole la possibilità di acquisire ulteriori conoscenze. I mass media non sono le uniche esperienze lavorative e formative. Lo spirito di adattamento e la versatilità le hanno dato l’opportunità in passato di maturare esperienze in diversi settori, dall’immobiliare ai centri estivi e di doposcuola. L’incontro con il teatro avviene casualmente e la visione di uno spettacolo di Gigi Proietti si rivela fatale. La smisurata passione per il teatro si trasferisce nell’ambito degli studi portando in commissione di laurea triennale la tesi “L’arte del comunicare. Teatro e media nell’epoca post moderna” prendendo come modello di riferimento le doti comunicative di Gigi Proietti. “ Un grande errore è credersi di piu’ di quello che si è ma anche stimarsi di meno di quello che si vale” .

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