Souper, dopo il successo a Maggio a Trieste e, dopo una tournée che ha visto la Compagnia Stabile del Rossetti, toccare diverse tappe d’Italia, rieccolo in scena alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti fino all’11 Dicembre

Souper, una cena a base di falsità.

Un testo che incarna al suo interno il peggio che l’essere umano è in grado di tirar fuori.

SouperUn  testo fulmineo, com’è stato definito dallo stesso Paravidino, regista dello spettacolo.

Rapido come un fulmine, infatti, pone immediatamente lo spettatore davanti ai lati peggiori del genere umano.

Opportunismo, corruzione, tradimento, materialismo, inganno, codardia e falsità questo il menù della serata…

Tutte caratteristiche fintamente nascoste e tenute a bada quasi in equilibrio precario.

Ma solo finché non entra in gioco l’elemento di rottura.

Quell’elemento che facendo vacillare il tavolo, fa crollare il castello di carte messo in piedi con tanta dovizia.

Sono tutti personaggi grottescamente orribili, ma tutti resi perfettamente credibili grazie agli interpreti, che già abbiamo già apprezzato in diverse occasioni.

Il fil rouge

A fare da fil rouge in tutta la messa in scena, che per violenza e durata sembra una schioppettata, è quell’innata caratteristica umana di saper essere forti con i deboli e deboli con i forti.

I commensali di questa cena, souper appunto, svegliano nello spettatore, a mente fredda, un’infinità di situazioni più o meno conosciute o addirittura vissute nel quotidiano.

Dall’Ultima Cena, tradimento per antonomasia; ai traditori e volta gabbana di taluno e tal altro partito o politicante. Passando per i tradimenti di ordinaria amministrazione,  che almeno una volta hanno coinvolto tutti nelle nostre vite.

Immancabile, in questo contesto, è l’arte del defilarsi non appena la situazione rischia di diventare esplosiva. Una vera e propria gara ad abbandonare la nave che affonda.

Unico appunto che ci sentiamo di fare è relativamente al ritmo con cui la vicenda si svolge già dall’inizio.

Consideriamo che se fosse impostato come un crescendo di tono, quindi un pathos graduale, si volorizzerebbe maggiormante la drammaturgia e la conseguente caratterizzazione dei personaggi. Permettendo così di giungere al finale, ancor di più, con…l’anima spaccata in due.

Souper è di Ferenc Molnár, in questo adattamento la traduzione è di Ada Salvatore mentre la regia è nella mani di Fausto Paravidino

In scena la Compagnia del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: Filippo Borghi, Adriano Braidotti, Ester Galazzi, Andrea Germani, Lara Komar, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Maria Grazia Plos e Federica De Benedittis.

Dietro le quinte hanno lavorato per scene Laura Benzi; costumi Sandra Cardini; suono e video Daniele Natali; aiuto regista Maria Teresa Berardelli; luci Alessandro Macorigh mentre le foto di scena sono di Simone Di Luca

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