Migliaia di persone al concerto di Ludovico Einaudi in piazza Unità, a Trieste.

Dopo aver incantato il mondo suonando fra i ghiacci dell’Artico a sostegno di Greenpeace e dopo la strepitosa comparsata sul palco dei Munford and Sons a Milano nei giorni scorsi, a Trieste è finalmente scattata l’ora di Ludovico Einaudi, il pianista che tutto il mondo ci invidia.

In una serata magica Ludovico Einaudi è arrivato a presentare il suo ultimo album a Trieste, nella spettacolare cornice della Piazza Unità d’Italia.

«Elements – dice Ludovico Einaudi – nasce da un desiderio di ricominciare daccapo, di intraprendere un nuovo percorso di conoscenza. C’erano nuove frontiere che da tempo desideravo indagare: Per mesi ho vagato dentro una miscela apparentemente caotica d’immagini, pensieri e sensazioni; poi, tutto gradualmente si è amalgamato come se tutti gli elementi facessero parte di un unico mondo, ed io anche».

Composto da 12 brani, l’album ha una strumentazione che comprende piano, archi, percussioni, chitarra ed elettronica.Come nei precedenti lavori del compositore, anche questo si sviluppa come una suite in cui ogni brano ha una precisa relazione con gli altri.

Il suono è ricco e stratificato, gli elementi sonori si sommano e s’intrecciano con una freschezza d’insieme che unisce con sapiente naturalezza suoni acustici, elettrici ed elettronici.

Elements

Elements” è stato registrato nell’arco di tre mesi, tra marzo e giugno 2015, nello studio della sua casa di campagna nelle Langhe, “un’esperienza unica, accompagnata dal ritmo incalzante dell’esplosione della primavera“.

Oltre alla presenza del gruppo ormai stabile di Ludovico, tra cui Francesco Arcuri,Marco Decimo, Mauro Durante, Alberto Fabris, Federico Mecozzi, Redi Hasa, l’album si avvale della collaborazione dell’ensemble d’archi olandese Amsterdam Sinfonietta, del musicista elettronico berlinese Robert Lippok, dei percussionisti dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, del percussionista brasiliano Mauro Refosco e del grande violinista sudafricano Daniel Hope, ospite nel brano di apertura “Petricor”.

Ecco alcune immagini dello spettacolo

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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”
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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”

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