Gli Orkesta Mendoza portano al Teatro Miela l’indie mambo del loro nuovo disco “Vamos A Guarachar”

Orkesta Mendoza al Teatro Miela © Fabrizio Caperchi Photography / La Nouvelle Vague Magazine
Sergio Mendoza, frontman degli Orkesta Mendoza

Doveva essere un evento unico ed irripetibile,  il tributo al re cubano del mambo Perez Prado, si è invece trasformato nell’atto di nascita di un gruppo, gli Orkesta Mendoza, abbastanza unico nel suo genere che li ha portati ad esibirsi in lungo ed in largo per tutto il pianeta dal GlobalFest di New York,  al Pachanga Latino Music Festival del 2015 passando per il prestigioso  World Music Expo del 2014.

L’indie mambo, definizione fornita dal frontman nonché multistrumentista della band Sergio Mendoza è un mix di stili latino-americani con elementi della cumbia, del merengue , della ranchera, del mambo messicano, del jazz con un pizzico di indie-rock.

Avete presente le scene di quei film anni 50 in cui delle big band suonavano un mambo ? Bene, trasportate il tutto nel nostro secolo ed immaginate quel mambo adattato alla musica latino-americana del nostro secolo ed avrete più o meno un’idea del sound degli Orkesta Mendoza.

Gli inizi del giovane Mendoza

Tutto ha inizio a  Tucson, in Arizona, un’oretta dal Messico, dove il giovane Sergio Mendoza cresce ascoltando quel miscuglio di stili regionali messicani, appunto la cumbia ma anche mambo, ranchera e mariachi. Ma siamo nel USA ed il richiamo del R’n’R’ è troppo forte ed il giovane Mendoza accantona per più di un decennio la musica della sua infanzia per dedicarsi a suoni più americani.

Fino al 2009 appunto, quando l’omaggio a Perez Prado, gli permette di incontrare i suoi attuali compagni di viaggio.

Nel 2012 producono il primo disco, “Mambo Mexicano“, co-prodotto da Mendoza e Joey Burns dei Calexico.

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Passeranno quattro anni prima di arrivare al nuovo disco “Vamos A Guarachar” nel quale, sia nel disco che nel tour, al gruppo si unisce la voce baritonale di Salvador Durante.

Il concerto è un’esplosioni di colori e di atmosfere, la gente balla spensierata come fossimo ad una Fiesta messicana. Ci si lascia avvolgere dalle atmosfere latine. Per intenderci non è la forzatura di una bachata che “balliamo” come automi  è qualcosa di molto più simile ai nostri modi di essere e che sicuramente, malgrado si tratti di musica oltre oceano, ci rappresenta meglio.

Ad aprire il concerto è stato un membro dell’Orkesta in solo, il portoghese Raul Marques, che ha portato sul palco la delicatezza del Fado.

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La formazione

voce, tastiere e viella: Sergio Mendoza

voce : Salvador Duran

tromba, chitarra elettrica: Raul Marques

batteria e percussioni : Guy Pek

sax, clarinetto, effetti : Marco Rosano

basso : Sean Peter Rogers

 

 

 

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