Una città intera guarda in alto un funambolo che cammina sul filo teso tra i due grattaceli più alti del mondo, le Twin Towers di New York.

Quel funambolo è Philippe Petit, che il 7 Agosto del ’74, alle 6.45 del mattino, compì la storica impresa : se ne stette 45 minuti a passeggiare allegramente, ed in modo quasi irriverente, tra i due palazzi senza che la polizia potesse intervenire in alcun modo.

DigheoLa storia vuole che poi, quando decise che aveva irriso e divertito abbastanza tutti i presenti, il funambolo sia stato preso e portato seduta stante all’aeroporto con il foglio di rimpatrio. Ma la sua storia passò immediatamente nel dimenticatoio perché due giorni dopo, il 9 agosto, il presidente americano Richard Nixon, per anticipare l’imminente impeachment in seguito allo Scandalo Watergate, annunciò in TV le sue dimissioni.

Tra la folla ad osservarlo ci sono un uomo da marciapiede ed un manichino.

“Look Up America!” è un omaggio al volo, alla caduta, all’americanissimo destino dell’11 Settembre dove un ispirato ed istrionico Ugo Dighero, nei panni del senza tetto, elargisce l’unica cosa che gli è rimasta: una grande storia che racconta al suo amico immaginario, il manichino.

“Look Up America!” fu la sua migliore invenzione nei panni del Direttore della Comunicazione della Coca Cola, ruolo che ricoprì con enorme successo fino quel giorno, quel fatidico 7 agosto, quando, con il naso all’insù, la sua vita cambiò radicalmente perché si rese conto che anche la sua esistenza, benché basata su club esclusivi, ottimismo e fiducia, in realtà era sempre appesa ad un filo.

Il testo di Marco Melloni, che ha firmato anche la regia con lo stesso protagonista,  è un viaggio in trent’anni di sogno americano, fino al tragico evento dell’attentato terroristico che cancellò definitivamente le torri gemelle dalla faccia della terra.

Dighero riesce nel difficile intento di tenere il ritmo teso per tutti e cinque gli atti in un monologo fatto di momenti  più riflessivi, altri divertenti ed altri poetici come il racconto del funambolo.

Belle anche le atmosfere create dalle musiche di Paolo Silvestri che ha riscritto e cantato, con Barbara Casini, una versione molto delicata di “The dark side of the moon” dei Pink Floyd.

Lo spettacolo rimane in scena a Roma al Teatro dell’Orologio fino all’11 Novembre per poi proseguire a dicembre al Teatro dell’Archivolto di Genova.

 

Alcune immagini dello spettacolo

 
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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”
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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”

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