Mediterranea di Mauro Bigonzetti debutta in prima nazionale il 13 gennaio al Teatro Rossetti di Trieste inaugurando il Festival TS Danza 4.0.

A venticinque anni dalla sua nascita Mediterranea, la coreografia più rappresentata e applaudita di Mauro Bigonzetti, ritorna sulle scene ripresa e interpretata dai solisti e dal Corpo di Ballo della Daniele Cipriani Entertainment.

Uno spettacolo protagonista di un enorme successo che, dai tempi del suo esordio nel 1993 per il Balletto di Toscana, al 2008 in occasione dei suoi quindici anni al Teatro alla Scala di Milano, ritorna oggi in tutto il suo splendore sul palco del Teatro Rossetti di Trieste.

Mediterranea è un viaggio nel nostro mare

Mediterranea è un viaggio nel nostro mare che unisce terre e culture diverse da esso bagnate. Durante il viaggio ci orientiamo riconoscendo suoni e movimenti che ci conducono in paesi lontani da noi, ma non per questo sconosciuti.

Un flusso continuo di immagini scorre davanti agli occhi e li cattura. Momenti d’insieme e momenti di passi a due si alternano, ma soprattutto si intrecciano replicando l’infrangersi delle onde sulla riva. Uno spettacolo di acqua ma anche di terra, o meglio, di terre: quelle evocate dalle musiche di tradizioni distanti nel tempo e nello spazio sapientemente mescolate a trascrizioni colte, come quelle di Mozart e di Ligeti.


L’Uomo di Terra e l’Uomo di Mare

I due protagonisti maschili sono infatti l’Uomo di Terra e l’Uomo di Mare impegnati in un dialogo eterno. Si fronteggiano, si amano e si odiano si cercano e poi fuggono. E così come loro tutti dialogano una storia universale senza sosta solo con i propri corpi.

Il linguaggio scelto da Bigonzetti per la scrittura coreografica è quello classico su cui volutamente innesta elementi di rottura che donano una piacevole consistenza. I movimenti, i tempi e i corpi escono dal canone regalando alla performance un respiro contemporaneo e drammatico al tempo stesso.

Alcuni elementi coreografici reiterati e riproposti in momenti e scenari diversi aiutano lo spettatore a indovinare l’idea motrice dello spettacolo: tutto è in connessione, tutto è connessione.

Mediterranea ci permette di dare uno sguardo d’insieme su realtà che spesso consideriamo come a se stanti. Ci ricorda che il mar Mediterraneo è il denominatore comune di molte culture, che grazie ad esso sono prosperate e sono venute a contatto l’una con l’altra. Un messaggio così attuale e necessario che rende lo spettacolo ideato venticinque anni fa di una contemporaneità disarmante.

Mediterranea è un viaggio: trascinati dalle onde del nostro antico mare gioiamo della scoperta, dell’incontro e a volte dello scontro, della diversità a noi sorella.

Ps: La foto utilizzata in copertina si riferisce ad immagini di repertorio

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