La street art è un movimento artistico che racchiude molteplici tecniche di arte urbana come graffiti, stencil, sticker art, performance stradali ecc. In quanto fenomeno globale può risultare alquanto difficile stabilirne un luogo d’origine ed un periodo storico riconducibile alla sua nascita, ma si potrebbe individuare una genesi del fenomeno intorno agli anni 60 nella città di New York con lo sviluppo della corrente legata al graffitismo.

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Si può comunque affermare che, durante questi ultimi decenni, la corrente artistica della street art ha subito molteplici trasformazioni ed influenze, come ad esempio la pop art, raggiungendo alti gradi di popolarità tra le persone che possono fruirne facilmente, creando diverse generazioni di street artist che,in bilico tra legalità ed illegalità, fanno dei  luoghi pubblici delle città il proprio strumento d’espressione artistica.

Anche in Italia molteplici sono gli esempi di urban artists di grande rilievo e caratura riconosciuti a livello internazionale  alcuni dei quali, parallelamente al lavoro in strada, affiancano quello più istituzionale legato al circuito museale  e delle gallerie o quello connesso alla committenza nell’ambito di festival di street art. Una delle manifestazioni più importanti sul territorio nazionale è il “Memorie Urbane street art festival”.  Ambientato nella splendida cornice del litorale pontino tra Gaeta e Terracina il festival  Memorie Urbane nasce nel 2012 da un progetto di Davide Rossillo,  presidente dell’associazione Turismo Creativo, da sempre forte sostenitore e promotore dell’arte contemporanea come dialogo interculturale e come strumento di espressione privilegiato del mutevole aspetto sociale e contestuale.DSCF8586b

Questa seconda edizione vanta la presenza di  12 grandi  artisti provenienti da tutto il mondo:  Alice Pasquini, Borondo, Faith47, DALeast, Hyuro, Lucamaleonte, Malabrocca, Martina Merlini, Moneyless, Domenico Romeo, Sam3 e Sbagliato che dal 20 Aprile fino al 30 Maggio sono stati impegnati, e si impegneranno, nella creazione di opere animando le superfici e le strade non convenzionalmente deputate all’accoglimento di espressioni artistiche, alternandosi tra le strade di Gaeta e Terracina  e segnando un percorso inedito e sorprendente tra arte e spazi metropolitani.
Contestualmente all’intervento degli artisti molteplici sono stati gli eventi collaterali inseriti nel programma del festival, come il workshop dedicato allo “stencil”, che ha avuto luogo nel weekend 11-12 Maggio, affidato a Lucamaleonte,  artista italiano tra i maestri nell’uso di questa tecnica, che ha visto la partecipazione di molti appassionati dell’urban art. La presentazione dei libri su Obey, Banksy e C215 dell’autrice Sabina De Gregori storica dell’arte e studiosa dei linguaggi e codici del contemporaneo e della street art, e ancora la proiezione di film strettamente dedicati all’universo dell’urban art come “Women are heroes”, “Exit through the gift shop”  e “Waste land” che sarà proiettato il prossimo 22 Maggio a Gaeta presso il cinema Ariston.

Tra gli eventi in programma quest’anno è da annoverare certamente la sezione “conference” che ha arricchito questaDSCF8590b edizione con una serie di seminari aperti al pubblico con lo scopo di indagare le dinamiche realtà legate alle arti urbane contemporanee e per cercare di intraprendere un percorso teso a costruire una metodologia della critica sul movimento della street art e  a studiare le molteplici esigenze che questo eclettico movimento artistico denota. Fenomeno culturale di grande portata, la street art, non può essere sicuramente definito come un movimento artistico elitario grazie alla fruizione gratuita delle opere urbane che avvicina il grande pubblico, pubblico molto spesso competente ed  incline a recepire i caleidoscopici messaggi  svelati nelle molteplici forme di espressione artistica manifestati nelle città di tutto il mondo.
Una tavola rotonda in cui curatori, critici d’arte, blogger di settore ed esperti  si sono confrontati , nella giornata di sabato 18 Maggio negli spazi della Pinacoteca di arte contemporanea Giovanni da Gaeta, interrogandosi sulla possibilità di ricondurre l’urban art ad ambiti più istituzionali del mondo dell’arte affiancando un supporto critico alla corrente stessa ed ipotizzando una possibile metodica legata alla conservazione e catalogazione delle opere e al loro riconoscimento come bene culturale.
Curata da “999 Contemporary”  la conference, dall’emblematico titolo “In your face” , è stata aperta dal curioso intervento a volto coperto di Rom curatore di “streetartnews” uno dei più seguiti blog legati al mondo della street art che grande propagazione ha grazie al web. Rom, leggendo un comunicato, ha sottolineato l’aspetto legato all’illegalità presente nei lavori di molti urban artists e la ferma volontà di diversi artisti di rimanere nell’ambito dell’anonimato proprio per evitare sanzioni di carattere penale.
Un anonimato, come nel caso del famoso Banksy, che spesso trasforma l’artista stesso in un’icona, circondata di mistero, per tutti gli appassionati che seguono le sue opere.
Ad indagare la natura del legame tra urban art ed arte contemporanea è stato l’interessante intervento di Gianluca Marziani direttore di Palazzo Collicola Arti visiva- Museo di Spoleto. Indicando il mutato rapporto che i musei hanno stabilito con le città che li ospitano traducendoli come” Hub” o terminali di scambio delle attività creative, Marziani ha spiegato come ormai gli spazi urbani siano divenuti come satelliti, che ruotano attorno all’istituzione museale, come centri di produzione artistica. La città diviene il codice linguistico che la street art normalmente utilizza ma trasversalmente attingendo al linguaggio classico della pittura, della scultura e naturalmente dell’arte contemporanea.
DSCF8591bbMariangela Capozzi  architetto, critica e giornalista ha analizzato la possibilità di intraprendere una metodica della critica nei confronti della street art al fine di decifrare i molteplici messaggi  che questo movimento artistico porta.
Esiste il curatore di street art e nel caso quando entra in gioco il ruolo dello stesso?
A queste domande ha tentato di rispondere Simone Pallotta , storico dell’arte e curatore di arte pubblica, nel suo intervento. Figura relativamente recente quella del curatore di arte pubblica nasce con l’evolversi e modificarsi dell’arte urbana. Analizzando ed addentrandosi nel contesto urbano, il curatore contestualizza l’artista ed il territorio in cui andrà ad operare esaltando la cifra stilista dell’artista interconnessa con il tessuto urbano.
Tra i temi trattati quello sicuramente più innovativo e avanguardistico riguarda quello relativo alla conservazione e catalogazione della street art approfondito dalla storica dell’arte Alessia Carlino.
Specializzata in catalogazione e conservazione dei beni culturali, la Dottoressa Carlino, portando ad esempio storici restauri eseguiti in passato su opere murarie, ha sottolineato l’importanza e l’esigenza di intraprendere un percorso, da parte delle istituzioni preposte ma anche della collettività, per la salvaguardia delle ormai numerose e preziose opere contemporanee presenti nelle città di tutto il mondo esposte continuamente all’attacco di agenti atmosferici e dannosi atti vandalici.
A chiudere la conference è stato l’intervento dell’avvocato Angela Saltarelli , specializzata in diritto d’autore eDSCF8601 dell’arte, che ha analizzato i molteplici aspetti, ancora non del tutto esplorati,  dei diritti legati alla proprietà dell’arte urbana e le conseguenze sulla dimensione legale ed illegale della street art.
Sono ancora diverse le domande che cercano una risposta sui molti temi analizzati nell’ambito del festival, ma una cosa rimane certa ed è la grande attenzione ed interesse legato all’eclettico mondo della street art ed all’intera rete di artisti che ne è parte integrante. Fenomeno artistico e culturale aperto e partecipato, l’arte urbana continuerà ancora a lungo a far parlare si sé.

Info:  http://www.memorieurbane.it/

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