Quando l’educazione si fa non formale e si lascia spazio alla creatività, nascono eventi e incontri didattici di grande spessore.

L’occasione della quale vogliamo raccontarvi questa volta è la messa in scena teatrale del libro per ragazzi “ La fisarmonica di Mendel” , che apre in maniera originale ed efficace la nuova avventura editoriale della  Casa Editrice Giuntina .

“La nuova collana” ci spiega Shulim Vogelmann, direttore della collana israeliana per la Casa Editrice Giuntina, “si chiama Parpar che in ebraico significa “farfalla” – L’idea è che ogni libro sia leggero colorato e originale.”.

Grazie alla regia attenta di Giordana Moscati e all’interpretazione di un bravo e giovane artista , Graziano Sonnino, la fiaba narrata ha preso vita fra i sorrisi attenti dei tanti bambini intervenuti alla presentazione.

 La musica avvolge tutto lo spazio della grande sala dedicata allo spettacolo…le note dei bravissimi Riccardo Battisti ( fisarmonica ) e Gabriele Cohen ( clarinetto) ispirano momenti di condivisione e partecipazione; è una musica, esattamente come quella che accompagna la vita del protagonista, che restituisce un’anima ad ogni cosa anche quando sembra non ci sia più nulla per cui ridere, anche quando sembra non esserci più un’anima da scaldare.

La vita è un rincorrersi di ricordi alla quale solo le mani e la semplicità di un bambino sanno restituire unicità.

“La fisarmonica” ci racconta Riccardo Battisti, “ è come una riserva di aria nuova e fresca, un respiro in più che viene in soccorso di Mendel che muove il suo mantice, ma anche di chi si trova accanto a lui e ascolta la sua musica”.

Il primo capito di questa nuova collana della Giuntina si apre dunque all’insegna della semplicità.

Elemento reso in pieno dalla bella prova narrativa di Giordana e Graziano.

Padrone di casa lo è stato il Centro Ebraico Il Pitigliani che ha aperto le sue porte al pubblico intervenuto, con il calore e la gioia che lo contraddistingue attraverso le parole di benvenuto della direttrice Ambra Tedeschi.

Ecco di seguito, cosa ci racconta la giovane regista Giordana Moscati del recente evento.

Il Pitigliani, Centro Ebraico Italiano, propone ogni anno iniziative didattico – culturali di grande spessore. Giordana, cosa rappresenta l’evento che avete preparato con tanta cura?

Con l’occasione di presentare il primo libro della collana “parpar” della Giuntina, abbiamo pensato ad un modo carino e avvolgente di avvicinare bambini e adulti, alla lettura, attraverso arti altre come la musica e il teatro. Ogni esperienza se vissuta in prima persona rende l’evento più significativo, mi è piaciuta l’idea di incuriosire e stimolare i piccoli spettatori, la fisarmonica, questo grande “ventaglio”muove l’aria e crea musica, meraviglioso se visto con occhi giovani e recettivi. Ho cercato un atmosfera calda, come una casa accogliente, che è ciò che vedo entrando dal grande portone del Pitigliani, un momento intimo ma da vivere come esperienza condivisa.

Come è nato il progetto alla base di questa iniziativa culturale?

Il Pitigliani apre davvero le porte e quando Shulim Vogelmann ci ha inviato il libro, proponendoci una presentazione, abbiamo subito pensato a quali fossero le nostre forze a disposizione. Lavoro qui da molto tempo e per circa dieci anni mi sono occupata anche di teatro insegnando e facendo spettacoli con bambini, adolescenti e adulti e il  ruolo che ora ricopro come responsabile del progetto 2-5 anni, non ha fatto altro che rafforzare il mio interesse verso il teatro come comunicazione alternativa e educativa  e visto che a oggi il mio primo allievo Graziano Sonnino, è l’attuale insegnante di teatro nonché attore, uniti potevamo farcela!Mancava solo la musica, e in questo è stato molto utile il sostegno di Gabriele Coen che mi ha presentato virtualmente Riccardo Battisti, non credo ci sia altro da dire certe sinergie nascono spontanee e l’ incontro con Riccardo e Gabriele è stato vincente, una mail, qualche nota di regia e ho subito sentito il gruppo con me.

La collaborazione con la casa editrice Giuntina è molto stimolante. Cosa vorreste proporre e cosa vi aspettate?

Si decisamente, sarebbe bello inserirci tra le pagine colorate le parole le storie e portare in vita, con piccole esperienze, i prossimi libri.

Qual è il messaggio che volete lasciare a tutti i bambini che interverranno?

Mi piace pensare che portino via qualcosa, una curiosità, una domanda…ogni bambino è un mondo meraviglioso e credo saranno loro a lasciare qualcosa a me…abbiamo tutto da imparare!

 

Quando i bambini ridono ed imparano vuole dire che c’è davvero spazio per la creatività ed un futuro più bello.

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Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere il piacere di capire la voglia di comunicare. – Bruno Munari – Insegnante di scuola dell’infanzia per passione, amo ripetermi che leggere fra le righe dell’arte sia una forma di comunicazione privilegiata della quale i bambini sono i veri maestri. Laureata in Scienze dell’Educazione con una Tesi dedicata al confronto fra i modelli mass mediali in relazione alla multicultura e alla multireligiosità in una prospettiva interculturale, scelgo di perfezionarmi successivamente proprio in Educazione Interculturale, convinta che saper guardare sempre “oltre”, osservare attentamente e ascoltare con curiosità, siano una buona chiave di lettura per stare al passo con questo mondo che non si ferma mai, proprio come i bambini ai quali dedico il mio lavoro. Proprio come l’Arte, alla quale dedico il mio entusiasmo.
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Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere il piacere di capire la voglia di comunicare. – Bruno Munari – Insegnante di scuola dell’infanzia per passione, amo ripetermi che leggere fra le righe dell’arte sia una forma di comunicazione privilegiata della quale i bambini sono i veri maestri. Laureata in Scienze dell’Educazione con una Tesi dedicata al confronto fra i modelli mass mediali in relazione alla multicultura e alla multireligiosità in una prospettiva interculturale, scelgo di perfezionarmi successivamente proprio in Educazione Interculturale, convinta che saper guardare sempre “oltre”, osservare attentamente e ascoltare con curiosità, siano una buona chiave di lettura per stare al passo con questo mondo che non si ferma mai, proprio come i bambini ai quali dedico il mio lavoro. Proprio come l’Arte, alla quale dedico il mio entusiasmo.

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