di Raffaella Ceres

 – se ci fosse qualcuno che mettesse in vendita “gli scopi” farebbe i miliardi –

Torta al cioccolato

Parola chiave: essenzialità.

Essenziale nella sua bellezza il chiostro della Casa Internazionale delle Donne, che ospita la rassegna estiva di musica e teatro comico al femminile – estate 2012 “ Fritte, piccanti e impazzite come la maionese”.

Essenziale il palco, la scenografia, “la ricetta”  di Torta al cioccolato, dedicata alle donne, alle loro paranoie, alle loro certezze e insicurezze, alla loro forza e fragilità, alla perenne ricerca di uno scopo da perseguire ad ogni costo, agli amori che vorrebbero e quelli che hanno, alla “loro capacità di perdersi  nei particolari”.

Il concerto della Torta al cioccolato inizia in silenzio. Gli artisti si guardano, si sorridono e poi ognuno prende il suo posto.

Aldo Gentileschi al pianoforte e Carlina Torta ai suoi leggii, totem e tabù di altrettante realtà femminili da lei rappresentate.

 Ognuna delle donne protagoniste è un ingrediente della torta.

Betta, casalinga disperata ( o ossessionata? ) è il latte.

Adele, la portinaia è  la cantante dei luoghi comuni, quelli che mandano avanti questa strana società.

Aziza, la domestica, è lo zucchero.

Evelina ( splendida quarantenne in perenne lotta con il tiramisù e le sue tentazioni  ) e Luisella ( la donna delle diete e della vita da mordere con golosità e da vivere tutta d’un fiato ) sono le amiche di sempre, quelle diverse in tutto e per tutto e  che non possono fare a meno l’una dell’altra. Loro sono il cacao e il lievito di questa ricetta speciale.

Torta 1E poi ci sono la farina, la cannella, la scorza di limone e c’è lei…Nora, la voce dei ricordi, del coraggio di guardare indietro. Probabilmente la “ metamorfosi” più impegnativa per la bravissima Carlina Torta che si immedesima nei panni di una vecchia signora, una donna che ha lottato e che ha imparato la preziosa arte dell’ascolto e che non ha paura di ricordarsi che anche la morte fa parte della vita.

Il profumo della torta inizia a farsi sentire.

 E la musica? La musica permette a questi ingredienti di amalgamarsi sapientemente fra di loro grazie alla fantasia di  un simpaticissimo Aldo Gentileschi.

Colpisce di questo artista la grande versatilità. Figura silenziosa e misteriosa si rende protagonista insieme a Carlina in un crescendo di interventi che mescolano argomenti attuali come la lotta energetica, l’inquinamento, lo scambio culturale, alle note di Chopin e Schubert ad un divertentissimo rap del “posto fisso addio”

Bello il dualismo che i due attori cercano attraverso la musica e la recitazione. Il rigore e l’improvvisazione. Il silenzio e le parole che corrono.

Ma il vero tocco di classe è….che la torta al cioccolato c’è davvero!

Esce di scena l’anziana nonna e torna Betta e con lei una squisita torta al cioccolato che Aldo offre gentilmente al pubblico presente.

E fra l’imbarazzo e la golosità generale risuonano queste parole : mia cara mamma, figlia, sorella amica, non lasciarti andare e credi sempre in te stessa.

E’ difficile continuare a parlare della figura della donna e delle sue mille sfaccettature e del momento sociale attuale senza cadere nei luoghi comuni. Probabilmente ne è stato scritto di tutto e di più. La scommessa di Carlina Torta, Linda Brunetta e Aldo Gentileschi è stata rischiosa. Lo spettacolo all’inizio lascia disorientati, non si comprende bene quale sia il legame fra la musica e le figure femminili presentate.

Ma la bravura e la forza emotiva che comunicano i protagonisti rende merito a un testo che vuole essere originale, divertente e di riflessione allo stesso tempo.

“Per quanto sia grande la distanza degli ideali dalla realtà, non dobbiamo rassegnarci, smettere di lottare, perdere la speranza”. Questa è la vera Torta al Cioccolato.

 Torta 2

 Giudizio sintetico finale : Simpatica ri-lettura della figura femminile fra i segreti della musica e l’arte culinaria.

 

 Si ringraziano Emanuela Scola e Patrizia Chiatti della MaDS Macchine da Scena – collettivo fotografico per la gentile concessione delle immagini

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Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere il piacere di capire la voglia di comunicare. – Bruno Munari – Insegnante di scuola dell’infanzia per passione, amo ripetermi che leggere fra le righe dell’arte sia una forma di comunicazione privilegiata della quale i bambini sono i veri maestri. Laureata in Scienze dell’Educazione con una Tesi dedicata al confronto fra i modelli mass mediali in relazione alla multicultura e alla multireligiosità in una prospettiva interculturale, scelgo di perfezionarmi successivamente proprio in Educazione Interculturale, convinta che saper guardare sempre “oltre”, osservare attentamente e ascoltare con curiosità, siano una buona chiave di lettura per stare al passo con questo mondo che non si ferma mai, proprio come i bambini ai quali dedico il mio lavoro. Proprio come l’Arte, alla quale dedico il mio entusiasmo.
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Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere il piacere di capire la voglia di comunicare. – Bruno Munari – Insegnante di scuola dell’infanzia per passione, amo ripetermi che leggere fra le righe dell’arte sia una forma di comunicazione privilegiata della quale i bambini sono i veri maestri. Laureata in Scienze dell’Educazione con una Tesi dedicata al confronto fra i modelli mass mediali in relazione alla multicultura e alla multireligiosità in una prospettiva interculturale, scelgo di perfezionarmi successivamente proprio in Educazione Interculturale, convinta che saper guardare sempre “oltre”, osservare attentamente e ascoltare con curiosità, siano una buona chiave di lettura per stare al passo con questo mondo che non si ferma mai, proprio come i bambini ai quali dedico il mio lavoro. Proprio come l’Arte, alla quale dedico il mio entusiasmo.

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