Tre alberghi. Un uomo e una donna che sognavano di cambiare il mondo. Tre stanze di passaggio, tre dimore che non sanno di casa. Una scenografia affascinante a rendere immediata la sensazione di una trama intricata. Ad orchestrare il tutto è la regista Serena Sinigaglia, con in scena Francesco Migliaccio e Maria Grazie Plos alla Sala Bartoli di Trieste.

Una scena affascinante ed evocativa si rivela allo spettatore che assiste allo spettacolo Tre alberghi alla Sala Bartoli: una serie di fili che si protendono dal soffitto per terminare in altrettanti contenitori di metallo, disposti sul palcoscenico. La scenografia metaforica di Maria Spazzi rende la sensazione immediata di una trama intricata, il precario equilibrio o disequilibrio di qualcosa che pesa e che allo stesso tempo è sostenuto solamente da un filo sottile.

Jon Robin Baitz in Tre alberghi racconta la storia di un marito e una moglie, Ken e Barbara, un uomo e una donna che sognavano di cambiare il mondo. Con il passare degli anni i due si evolvono ma in maniera differente: Ken lavora per una ditta che produce una baby formula di latte in polvere per le madri africane ma che pare non sia molto salutare. Poco importa: si tratta di business, di affari, è la cultura del capitalismo che non conosce limiti né nella produzione né nella morale.

Il testo si snoda fra tre alberghi, tre stanze di passaggio, tre dimore che non sanno di casa. Tre racconti: il successo di Ken, la denuncia di Barbara e il tragico e auspicato ritorno di Ken ad una sorta di innocenza infantile, ad un passato senza macchia. Tre vite stroncate dal dramma dell’uccisione del figlio, fatto che scatena in Barbara una ribellione, una necessità umana di “vuotare il sacco”.

Infatti è proprio Barbara a denunciare l’operato del marito, interpretata da un’intensa e carismatica Maria Grazia Plos. Con veemenza svuota l’insoddisfazione di anni, rovescia verbalmente e fisicamente la sabbia sedimentata di una vita subita ma mai realmente desiderata. Anche Francesco Migliaccio offre un’interpretazione convincente e carica di pathos di un cinico ma tormentato Ken.

Serena Sinigaglia orchestra questo ensemble perfetto come il numero delle stanze d’albergo che dà il titolo a questo testo intenso, acuto, emozionante, carico di significati. Tre alberghi ha debuttato in prima nazionale martedì 22 marzo e sarà presente alla Sala Bartoli fino al 3 aprile per un totale di nove repliche: martedì e venerdì alle 19.30, domenica alle ore 17, le altre recite alle 21.

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Chi sono
Collaboratrice , La Nouvelle Vague Magazine
Giuliana Tumia, studentessa triestina classe 1989, è laureata con lode in Italianistica all’Università degli Studi di Trieste. Nel suo percorso accademico ha cercato di mantenere un fertile connubio tra l’impostazione letteraria del proprio corso di studi e l’interesse specifico verso la drammaturgia e gli studi teatrali, passione coltivata da anni come collaboratrice in progetti di formazione nelle scuole, frequentatrice assidua dei teatri e attrice amatoriale. Negli anni ha inoltre collaborato scrivendo recensioni teatrali su alcuni blog e giornali locali.
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Giuliana Tumia, studentessa triestina classe 1989, è laureata con lode in Italianistica all’Università degli Studi di Trieste. Nel suo percorso accademico ha cercato di mantenere un fertile connubio tra l’impostazione letteraria del proprio corso di studi e l’interesse specifico verso la drammaturgia e gli studi teatrali, passione coltivata da anni come collaboratrice in progetti di formazione nelle scuole, frequentatrice assidua dei teatri e attrice amatoriale. Negli anni ha inoltre collaborato scrivendo recensioni teatrali su alcuni blog e giornali locali.
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