Una nuova stagione di Balletto al Teatro alla Scala, firmata dal direttore del Corpo di Ballo, il Maestro Frédéric Olivieri, tra innovazione e tradizione ci attende in questo 2018 da poco iniziato.

l’histoire de Manon – Svetlana Zakharova – Roberto Bolle – ph Brescia e Amisano Teatro alla Scala

Dopo l’apertura a dicembre 2017 con l’acclamata La Dame aux camélias, capolavoro di John Neumeier su musiche di Chopin dirette da Theodor Guschlbauer, che vede in scena (fino al 13 gennaio), tra gli altri, le étoiles Svetlana Zakharova e Roberto Bolle si prosegue con le Goldberg-Variationen, musica di Johann Sebastian Bach (dal 25 gennaio al 22 marzo) sulle coreografie di Heinz Spoerli, scene e costumi di Keso Dekker.

Un titolo che fa parte del progetto creativo legato alle musiche da camera. Il balletto ideato nel 1993, arriva alla Scala per la prima volta, e il pianoforte sarà protagonista accanto ai danzatori inanellando in scena una serie di soli, duetti e momenti di gruppo.

Al pianoforte il maestro ucraino Alexey Botvinov, nato in una famiglia di musicisti, allievo presso il famoso Conservatorio di Mosca con il professor Gornostayeva e già vincitore di concorsi come l’Allunions-Rachmaninow-Competition a Mosca, l’International Bach-Competition a Lipsia e il Clara-Schumann-Competition di Düsseldorf.

Bolle protagonista di Boléro

Per la prima volta, Roberto Bolle sarà protagonista del celebre Boléro, nel ruolo della Melodia, firmato dal genio di Maurice Béjart (dal 10 marzo al 7 aprile), titolo che dopo oltre quindici anni riappare sul palcoscenico scaligero in un trittico che include Petite Mort di Jiří Kylián e la prima assoluta di Mahler 10 di Aszure Barton.

Maurice Béjart- -ph Lelli Masotti

La versione di Béjart è sicuramente la più rappresentata al mondo, creata nel 1961 per il “Ballet du XX siecle”, fondato a Bruxelles nel 1960 e fino al 1987 Compagnia di balletto ufficiale del Théâtre de la Monnaie. Ad affascinare il pubblico scaligero, oltre al titolo bejartiano ci penserà la coreografia di Kylián (coreografo nato a Praga e dal 1970 uno dei più prolifici e inventivi coreografi del dopoguerra) con i suoi incantevoli momenti di gruppo e gli splendidi passi a due.

Fu creato su commissione del Festival di Salisburgo nel secondo centenario della morte di W.A. Mozart per proseguire poi con l’Adagio della “Sinfonia n. 10” di Mahler; un debutto mondiale affidato ad Aszure Barton, coreografa canadese di successo dall’estro innovativo di ampio respiro internazionale.

In aprile sarà la volta del nuovo allestimento de Le Corsaire di Anna-Marie Holmes da Marius Petipa (messa in scena già vincitrice di un Emmy Award), scene e costumi di Luisa Spinatelli con la direzione di Patrick Fournillier su musiche di Adolph Adam, Cesare Pugni, Léo Delibes, Riccardo Drigo e Prince Oldenbourg (dal 20 aprile al 17 maggio) con la partecipazione degli Allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala.

La produzione firmata dalla coreografa canadese, specialista dei grandi balletti ottocenteschi, ha visto il suo debutto prima con il “Boston Ballet” e poi con l’American Ballet Theatre. La Holmes riallestirà la sua creazione per il tempio milanese ed espressamente per i solisti e il Corpo di Ballo con una veste del tutto nuova. Le emozioni saranno assicurate grazie ad uno tra i più grandi classici dove, passione e romanticismo, si manifesteranno attraverso i virtuosismi e la pura tecnica accademica.

Omaggio a  Nureyev
Rudolf Nureyev Romeo ph Lelli e Masotti

Grande attesa per la Serata Nureyev (dal 25 al 29 maggio) in omaggio all’ottantesimo anniversario della nascita e per il venticinquesimo della scomparsa del “ballerino dei ballerini”.

Una soirée celebrata con la partecipazione di alcuni tra i più grandi danzatori della scena internazionale, tra cui l’étoile Svetlana Zakharova con i Principal Marianela Nuñez e Vadim Muntagirov del Royal Ballet (celebre compagnia di danza classica con sede alla Royal Opera House del Covent Garden di Londra).

Dalla prima apparizione di Nureyev accanto a Margot Fonteyn alla Scala, nel 1965 in “Romeo e Giulietta”, l’ente lirico milanese ha sempre acclamato e collaborato con il danzatore russo. La sua carismatica presenza artistica unitamente ad un’inimitabile tecnica stilistica e coreografica verranno ricordate in un articolato programma che spazierà tra i più importanti ruoli di Nureyev, che nel corso di una strepitosa ed immortale carriera, ha saputo rendere unici scolpendoli nella storia della danza mondiale.

A proseguire l’omaggio a Nureyev, sul palcoscenico del Piermarini, la sua famosa creazione del Don Chisciotte (dal 10 al 18 luglio) nell’orchestrazione e adattamento di John Lanchbery, scene di Raffaele Del Savio, costumi di Anna Anni con la direzione musicale di David Coleman e la partecipazione degli Allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala.

Di grande temperamento e splendida tecnica questo “Don Chisciotte” nasce nel 1966 per l’Opera di Vienna ed entra poi in repertorio alla Scala nel 1980 con interprete lo stesso Nureyev in coppia con l’étoile Carla Fracci. Un allestimento che farà rivivere ancora oggi una coloratissima Spagna, spumeggiante e ricca di fascino, arricchito da danze appassionate dove le splendenti rielaborazioni coreografiche daranno la misura di un balletto senza tempo immerso nelle avventure di Don Chisciotte e del suo scudiero Sancho Panza accompagnati da Dulcinea, Kitri e Basilio.

L’autunno del Teatro Bol’šoj

In autunno al Teatro alla Scala di Milano sarà ospite il prestigioso Corpo di Ballo del Teatro Bol’šoj di Mosca, fondato nel 1776 è tra le compagnie di balletto più antiche e storiche ed è riconosciuto come uno dei corpi di ballo maggiormente importanti a livello mondiale, il quale presenterà una nuova versione de La Bayadère di Yuri Grigorovich (dal 7 al 10 settembre) da Marius Petipa con l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala diretta da Pavel Klinichev su musiche di Ludwig Minkus e la partecipazione degli Allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala e La bisbetica domata di Jean-Christophe Maillot (dall’11 al 13 settembre) tratta da “The Taming of the Shrew” di William Shakespeare con l’Orchestra Sinfonica “Giuseppe Verdi” di Milano.

the taming of the shrew – Vladislav Lantratov as Petruchio_Ekaterina Krysanova as Katharina_Photo by Elena Fetisova Bolshoi Theatre

Entrambe le produzioni sono del Teatro Bol’šoj. Due titoli importanti per il noto complesso russo, tra novità e storia accademica. Ad aprire l’ospitalità la versione de La Bayadère di Grigorovich (scene di Vakhtang Chabukiani, Nikolai Zubkovsky e Konstantin Sergeyev, costumi di Nikolai Sharonov, luci di Mikhail Sokolov), ambientata in un’India lussureggiante ed immaginaria, andata in scena per la prima volta assoluta a San Pietroburgo nel 1877.

A seguire La bisbetica domata presentata nel 2014, ideata da Jean-Christophe Maillot (direttore de “Les Ballets de Monte-Carlo”) su musiche del compositore russo Dmitrij Šostakovič. Scene di Ernest Pignon-Ernest, costumi di Augustin Maillot, luci e video di Dominique Drillot. Un balletto narrativo in due atti che si traduce come un’analisi appassionata attraverso i sentimenti e le relazioni d’amore.

A concludere la stagione le étoiles Svetlana Zakharova e Roberto Bolle ne L’histoire de Manon su coreografia di Kenneth MacMillan con la direzione musicale affidata a Patrick Fournillier (dal 17 ottobre al 2 novembre). Il coreografo scozzese, già direttore artistico del Royal Ballet con questa creazione ha infuso nuova linfa al protagonista basato sul romanzo “Manon Lescaut” scritto nel 1731 da Abbé Prévost, portando in scena incantevoli atmosfere e dinamiche, in un classico di stampo moderno, dove la musica e la passione si sposano alle struggenti melodie di Jules Massenet. Scene e costumi a cura di Nicholas Georgiadis. Il balletto venne eseguito per la prima volta nel 1974 con protagonisti Antoinette Sibley e Anthony Dowell.

Un programma ricco che saprà accontentare i gusti di chi ama l’arte della danza e i suoi straordinari protagonisti!

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