Un inizio poetico per la ventunesima ed alternativa edizione, date le condizioni attuali nazionali e mondiali, di ShorTs International Film Festival.
Festival che ha debuttato sabato sera online, sulla piattaforma Mymovies che lo ospita, con una nuova impronta tutta italiana, un piccolo gioiello fuori concorso: “Il grande passo” di Antonio Padovan.

La commedia, presentata al Torino Film Festival nel 2019 e prodotta da Ipotesi Cinema, Rai Cinema e Stemal Entertainment, vede come protagonisti due colossi del panorama cinematografico italiano: Stefano Fresi e Giuseppe Battiston.

“Questa è la mia vita non ne ho un’altra”

I due, che realmente sembrano fratelli separati alla nascita  e che interpretano rispettivamente Mario e Dario Cavalieri, sembrano condividere solo il cognome, dato da quel padre che sembra un visionario e che ha avuto due figli da donne diverse.

I due conducono vite separate che sono riflesse anche nel luogo in cui vivono:  la soleggiata e caotica periferia romana e un paese sperduto  nella nebbia della pianura padana veneta.

Mario e Dario dovranno per forza re- incontrarsi e fare fronte comune quando il secondo, spinto da quanto gli disse suo padre nella notte del ’69 in cui l’uomo mise piede sulla Luna , ovvero che

sognare è ciò che distingue gli uomini dagli animali

decide di lanciarsi con un razzo alla volta della Luna.

Tentativo che si rivela fallimentare e lo porta a un passo dalla prigione.

La evita solo grazie all’intervento del fratellastro, che all’inizio a malincuore si trova a dover evitare che l’uomo si rimetta nei guai.

Lo stesso Mario verrà contagiato dalla perseveranza, che rasenta la follia (tanto da essere stato soprannominato nel paese ‘Luna storta’), del fratello nell’inseguire quel sogno che coltiva fin da bambino.

“Il primo passo verso i nostri sogni passa attraverso la nostra umanità”

Opera seconda di Padovan, Il grande passo è un’opera cinematografica profondamente poetica che stimola tutti gli spettatori a credere di meritare, e aspirare, a un sogno o un obiettivo nella vita che faccia brillare gli occhi e rimanere a bocca aperta.

Come succede a Dario quando ritorna con la memoria al primo momento in cui quel sogno si è fatto spazio dentro di sé e cui ha dedicato tutta la vita e gli studi.

Una poesia che ritroviamo in tutta la scaletta e la selezione successiva dei corti presentati nella prima serata di programmazione del Festival.

Poeticità, sentimenti, immagini, ricordi e un cinema che ci ricorda che

I confini, un po’ come i limiti, esistono solo nella nostra mente.

Un poetico e buon inizio che sia di ancor miglior auspicio per questa inedita edizione che ha levato gli ormeggi sabato sera e che proseguirà fino a domenica 12 Luglio con molti altri film ed eventi.

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