Pordenolegge è dialogo su politica, attualità,  ambiente,… ma anche crimine. Sì, crimine. Che può essere anche al centro di un affollato incontro di venerdì mattina con studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo grado e delle scuole superiori.
Sarà merito dell’argomento trattato, “I delitti di Whitechapel” (per capirci, i delitti di Jack lo Squartatore), o del fatto che i due autori del romanzo in oggetto, Massimo Polidoro e Guido Sgardoli, siano stati intervistati da uno dei professori più amati d’Italia: Andrea Maggi.

La realtà è piena di sfumature che spesso sono indecifrabili

Le storie conducono gli autori lungo binari non previsti più spesso di quanto capiti ai lettori, raccontano i due autori, al primo lavoro insieme.

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Polidoro: scrittore, giornalista e segretario nazionale del Cicap, già docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca e di Comunicazione della scienza ai dottorandi dell’Università di Padova

È anche autore di libri per bambini e ragazzi, come il collega Guido Sgardoli, laureato in Medicina Veterinaria che ha all’attivo oltre cento titoli di narrativa dedicata al pubblico dei bambini, dei ragazzi e degli adolescenti.

Una prospettiva nuova 

Agosto – Ottobre. Proprio in questo periodo dell’anno, nel 1888 però, imperversava tra le strade Inglesi di Whitechapel un assassino, a cui venne dato il nome di Jack lo Squartatore.

Molto si è raccontato e indagato, cercando di venire a capo di uno dei misteri più oscuri: il primo assassino seriale della storia.

Questa volta assistiamo a un’indagine nuova e diversa: uno degli omicidi scuote il presente di una sedicenne: Sybil. Perché? Perché una delle vittime è sua madre, Catherine.

Eccoci quindi di fronte a un romanzo analitico in cui si delinea in modo sottile ma preciso un mistero attraverso il racconto delle vittime sì,  ma soprattutto attraverso le donne. Con la percezione che ruotava intorno ad esse in quel periodo storico… che a volte, purtroppo, non si discosta molto dell’attualità.

“Cosa sto facendo?” replicò Sybil [..]

“Le stai andando incontro. Anche se lei non c’è più”

“Non lo faccio per lei, ma per me”

Seppure distanti nel passato le due donne, Sybil e la madre Catherine, si ritrovano vicine, anche se impossibilitate a rivedersi più.

In un’indagine che affianca in modo quasi parallelo quella ufficiale dell’ispettore Collard, i lettori e le lettrici analizzano la storia di Kate e Whitechapel, attraverso Sybil.

La famiglia, le donne che incontra e che ha attorno, ma anche gli uomini e le relazioni che intercorrono tra i due sessi.

Quadernetto e matita alla mano, Sybil cerca di mettere insieme i tasselli del passato di Catherine, della morte e i sempre maggiori indizi sul suo omicida.

Ma come ricordano Polidoro e Sgardoli, sollecitati da un giovane spettatore, in chiusura dell’incontro:

tutti sono stati sospettati di essere Jack

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