Back to Rewind nasce dal desiderio di due danzatrici di volersi incontrare per svelarsi l’una all’altra un po’ più in profondità e provare a per- mettere che i loro corpi, e le loro differenti qualità di movimento, si mettano in relazione.

Back to Rewind - Dance Project Festival al Teatro Stabile Sloveno, Trieste © Fabrizio Caperchi Photography / La Nouvelle Vague Magazine 2017Back to Rewind è la prima tappa di un incontro: del primo incontro tra due donne. Cosa vedono? Come vedono l’altra? La ricerca della propria identità fa sempre i conti con l’adolescenza.

Come eravamo da adolescenti?   Desiderose di essere alla moda e alternative,  elettrizzate all’idea di fare esperienze e di diventare grandi, gelose dei segreti e impazienti di scoprire l’amore.

Ogni evento era accompagnato da una colonna sonora; da una canzone cantata a squarciagola o sussurrata con le amiche.  Figlie degli 90 la nostra crescita è stata segnata dalle prime boy band e dai modelli femminili proposti nei video musicali nei vari programmi televisivi.

Ci siamo chieste come ci sentiamo all’interno di quelle immagini, molto vive e amplificate ai giorni nostri. Come guardiamo quelle “donne” e come noi nel quotidiano viviamo la relazione con il femminile. Cosa vedi di me?”

La complessità,che attraversa e compone un rapporto tutto al femminile, diventa materia di indagine per due corpi che impara- no a sfiorarsi e a rispondersi, che desiderano identificarsi in un gesto femminile (personale o condizionato) che giocano ponendosi l’unica regola di non tirarsi indietro. Fiducia e complicità, desiderio di apparire e vanità, amare ed essere amata, scoperta – coperta.

Permettersi di esistere in quel luogo dove la resistenza e la passione generano movimento e dove il confronto con l’altra porta alla luce segni pronti ad esplodere

Ideazione: Valentina Saggin
Creato con: Anna Savanelli
In scena: Valentina Saggin, Anna Savanelli
Disegno luci: Daniela Bestetti
Costumi: Compagnia Arearea
Produzione: Compagnia Arearea
con la collaborazione di Dialoghi/Residenze delle Arti Performative a Villa Manin, a cura di CSS Teatro stabile di innovazione del FVG

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Chi sono
Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”
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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”

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