Con Dado non si capisce mai quando inizia lo spettacolo : entra in scena con cappello, sciarpa, accompagnato dalla sua solita chitarra che sembra un musicista pronto a fare il soundcheck e quindi pensi che non sia pronto. Ma poi c’è una presentatrice DOC che lo annuncia, la figlia, e quindi pensi che c’è qualcosa che non quadra. Allora Dado comincia a spogliarsi di tutti quegli accessori, comincia ad arrotolarsi l’immancabile camicia panterata canticchiando le “sue” parodie di canzoni famose e ti ritrovi a ridere e capisci di essere finito DENTRO al suo spettacolo.

Dado all‘Ombra del Colosseo, ormai storica manifestazione che raccoglie il meglio del cabaret romano e nazionale, ieri sera ha cantato

Dado

Uno degli argomenti nuovi trattati nello spettacolo, riguarda i confronti tra presente e passato. Avendo partecipato all’ultima edizione dei “I migliori anni” su Rai Uno accanto a Carlo Conti, tutto quello che in televisione non ha potuto dire per orario, per paura, per imbarazzo o per censura (anche auto censura) lo ha detto e cantato ieri sera in un continuo confronto tra quello che è stato e quello che è strappando risate talvolta velate di nostalgia., suonato, recitato, unendo prosa e canzone senza soluzione di continuità ma seguendo un flusso di pensieri tutto suo e ne ha per tutti, con le sue battute intinte nell’acido.

Ne ha per i governi, per i governanti, per la moda dei jeans calati e delle mutande a vista, per il Capitan Schettino ma raggiunge l’apice con la dissacrante disamina del fenomeno Equitalia e del super computer Serpico.

Il contatto con il pubblico è immediato sin dalla sua entrata in scena, lo cerca, lo coccola, lo educa perchè anche fare il “pubblico” è un mestiere, lo divide in “pubblico di massa” e “pubblico di nicchia” esortando questi ultimi a spiegare le battute più raffinate ai primi e lasciando loro anche il tempo di farlo, e tutto ciò viene ricambiato da grandi risate e numerosi e prolungati applausi.

E se ne riparte con la sua chitarra, la sua sciarpa ed il suo cappello come se avesse finito le prove.

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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”
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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”

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