Oscillazioni

 

La vita è una continua oscillazione alla ricerca dell’equilibrio.

 

Una significativa riflessione sull’attualità, sui tormenti dell’animo umano, sulla paura e sul senso di inadeguatezza dell’individuo nell’affrontare situazioni e assumersi le proprie responsabilità.

La vita è una questione di conti che si fanno prima o poi con se stessi.

Sono questi i temi dello spettacolo Oscillazioni ,  interpretato da Daniele Tammurello.

Un ragionamento a voce alta, nelle vesti di un uomo di età matura, affrontato con carta e penna alla mano e sigaretta accesa. Ma non è solo una questione di numeri, a sostegno ci sono parole di pessimismo che includono l’impossibilità ad amare, parole che non vedono futuro e che si fanno sempre più incalzanti in un crescendo rabbioso mostrandone le dovute ragioni.

Una moglie abbandonata da sette anni e un figlio non riconosciuto, ma la vita è una questione di libertà, basata su scelte di cui il “no” ne è parte e la massima espressione. Una concezione questa, su cui si incentra la visione di famiglia come trappola: figli che uccidono genitori, genitori anziani messi nei “trapassatoi” (case di riposo), matrimoni e famiglie costruite con l’inganno, coppie senza figli la cui assenza viene sostituita da animali domestici, principalmente cani, in cui non si distingue se è il cane ad essere umanizzato o è la coppia ad essere caneizzata.

Oscillazioni è un monologo coinvolgente in grado di catturare l’attenzione del pubblico sin dalle battute iniziali con l’ausilio di minimi ma efficaci elementi di scena, adeguati a delineare lo sviluppo della narrazione, fino al momento in cui il protagonista guardandosi allo specchio riconosce nel figlio i suoi stessi lineamenti e somiglianze: stesso viso, stesso naso, e “stessi” occhi.

 

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Author Details
Laureata a la Sapienza in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione con la tesi “Il femminicidio. La favola nera della cronaca italiana“. Da sempre con la passione per la scrittura creativa e la comunicazione, consegue il diploma di laurea in Scienze della comunicazione per poi perfezionare e completare il ciclo di studi con la laurea magistrale. Le varie esperienze lavorative nell’ambito dell’informazione radiofonica e televisiva le fanno maturare e sperimentare sul campo la teoria studiata sui libri dandole la possibilità di acquisire ulteriori conoscenze. I mass media non sono le uniche esperienze lavorative e formative. Lo spirito di adattamento e la versatilità le hanno dato l’opportunità in passato di maturare esperienze in diversi settori, dall’immobiliare ai centri estivi e di doposcuola. L’incontro con il teatro avviene casualmente e la visione di uno spettacolo di Gigi Proietti si rivela fatale. La smisurata passione per il teatro si trasferisce nell’ambito degli studi portando in commissione di laurea triennale la tesi “L’arte del comunicare. Teatro e media nell’epoca post moderna” prendendo come modello di riferimento le doti comunicative di Gigi Proietti. “ Un grande errore è credersi di piu’ di quello che si è ma anche stimarsi di meno di quello che si vale” .
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Laureata a la Sapienza in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione con la tesi “Il femminicidio. La favola nera della cronaca italiana“. Da sempre con la passione per la scrittura creativa e la comunicazione, consegue il diploma di laurea in Scienze della comunicazione per poi perfezionare e completare il ciclo di studi con la laurea magistrale. Le varie esperienze lavorative nell’ambito dell’informazione radiofonica e televisiva le fanno maturare e sperimentare sul campo la teoria studiata sui libri dandole la possibilità di acquisire ulteriori conoscenze. I mass media non sono le uniche esperienze lavorative e formative. Lo spirito di adattamento e la versatilità le hanno dato l’opportunità in passato di maturare esperienze in diversi settori, dall’immobiliare ai centri estivi e di doposcuola. L’incontro con il teatro avviene casualmente e la visione di uno spettacolo di Gigi Proietti si rivela fatale. La smisurata passione per il teatro si trasferisce nell’ambito degli studi portando in commissione di laurea triennale la tesi “L’arte del comunicare. Teatro e media nell’epoca post moderna” prendendo come modello di riferimento le doti comunicative di Gigi Proietti. “ Un grande errore è credersi di piu’ di quello che si è ma anche stimarsi di meno di quello che si vale” .

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