Imputation, uno slogan cialtrone che ben rappresenta l’Italia, del “bisturi” (e non), affidato, dopo Elio e le storie tese con “ti devo una pinza, ce l’ho nella panza” e Adriano Celentano con il suo swing svalutation a Maurizio Mattioli in L’Operazione, lo spettacolo prima nazionale a Roma fino all’11 febbraio al Teatro Roma. Imputation è il dialetto anglo-romanesco proferito dal celebre Maurizio Mattioli nei panni del portantino di un policlinico universitario romano, l’orrore ortografico di amputazione/amputation, un gergo tipicamente scanzonato da staff ospedaliero disincantato, utile ad esorcizzare i guai dei degenti.

L’Operazione, scritto e diretto da Stefano Reali, è un ritratto strisciante, come la corruzione nella sanità ospedaliera italiana, uno spaccato di greve ordinarietà che non perde mai il sorriso come accade in un Paese che sa irridere, da Monicelli a Risi fino ai nostri giorni, vizi e piccole atrocità.

Stefano Reali affida a personaggi marginali, come lo studente, appena laureato per il rotto della cuffia, il malato cronico, a metà tra l’eroica ribellione alla malattia e l’alleanza, forzata, immaginaria o voluta, lo spettatore fatica a stabilirlo, con un mondo ospedaliero dove serpeggiano opache manovre, la sentenza che vorrebbe ma non riesce a riabilitare queste figure, protagoniste di una giornata qualunque in un qualunque ospedale pubblico italiano.

In un riscatto che non arriva mai perché loro stessi sono un po’ artefici, un po’ vittime di un sistema vizioso, un microcosmo della piccola e grande Italia tra spavalderia e spettro di corruzione.

L'Operazione

Lo sguardo di Stefano Reali ruota da una resa bonarietà che, tutto sommato, ammicca alla corruzione a quello disarmante di Nicolas Vaporidis, nei panni di Massimo, indeciso se condannare o appunto ammiccare, se scendere a patti o soccombere alla propria incorreggibile ingenuità. Massimo entra con grande entusiasmo, sospetto per un ricoverato in attesa di sottoporsi ad un’operazione chirurgica, nel reparto ortopedia di un famoso ospedale romano.

I suoi modi tronfi e sbeffeggianti lo rendono facile mira dei veterani dell’ospedale, a partire dal lungodegente Luigi, ricoverato da tempo immemore che, suo malgrado, sembra subire questa situazione ma la cui complicità con il personale appare inusuale. Inoltre Luigi sembra fare di tutto per spaventare e dissuadere Massimo da un’operazione, raffigurata come una lotteria dove nessuno sa se si vince o si perde, proprio come l’assegnazione dei posti letti in ospedale… Luigi parla senza fare sconti a primari e ad assistenti, lui che “vive” in quel pezzo di “purgatorio” da anni ne ha viste di tutti i colori in un posto che non rende giustizia nessuno perché ognuno se la cuce da sé su di sé.

Qual è il ruolo di Luigi in questa lotteria? Vuoi vedere che Massimo, nella sua caparbia e apparente ingenuità sia riuscito a tradirlo?

Un cast d’eccezione per L’Operazione tra Antonio Catania, Nicolas Vaporidis e Maurizio Mattioli insieme alla partecipazione speciale di Gabriella Silvestri e Marco Giustini, vi aspetta per un racconto che sospende la morale in un limbo dove la “retorica della scomodità” è appunto di casa!

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