Anche “Link Premio Luchetta Incontra” aderisce alla campagna mondiale “No woman no panel”, che promuove la presenza di almeno una relatrice nei vari panel dei festival.
Ad impreziosire la serata di premiazioni di ieri, il Premio Luchetta ha quindi chiamato le giornaliste Roberta Ammendola e il volto storico, corrispondente dall’Estero e Presidente di Giuria dell’attuale edizione, Giovanna Botteri.

Il Premio Luchetta è uno dei primi premi in presenza e l’emozione è stata palpabile, sia sul palco che in platea, per una cerimonia intensa ma con tempi ben scanditi e rispettati.

Devi entrare nelle storie, devi far sentire quello che provano le persone

I premiati

A inaugurare la serata è proprio una donna, Sara Giudice, premiata nella categoria Tv News per il reportage sui protagonisti della Rotta Balcanica.

La Giudice ha subito voluto condividere il premio ricevuto con Corrado Formigli (presente a Link) e con la squadra di Piazza Pulita, programma per il quale ha girato il servizio premiato.

I grandi racconti, che siano nel nostro Paese o su territorio internazionale, partono da un lavoro di squadra e si fanno con i Maestri, maestri a cui deve il suo modo di concepire il giornalismo e di raccontare.

Premio alla stampa italiana

Premiato per la stampa italiana, grazie alla narrazione della storia di Simba, pubblicata da Avvenire proprio la Vigilia di Natale, Nello Scavo, autore di “Un figlio ci è dato”.

Una storia nata quando Scavo era a bordo della Nave Ionio, nave della missione umanitaria mediterranea, un soccorso non facile, data la presenza di 22 bambini (alcuni molto piccoli, tre i mesi di Simba).

Il tutto visto con gli occhi di un padre, tra il pubblico infatti era presente anche il figlio di Scavo, Pietro, che lo ha sempre spronato.

Una storia per denunciare il tradimento dei diritti umani ma anche il fallimento italiano ma anche dell’Europa e dell’Occidente.

Una storia da raccontare perché il Natale ha senso se poi ti occupi del bambino quando arriva

Premio al migliore reportage

Ex soldato in Iraq quindi con un percorso particolare, militare, alle spalle è il filmmaker Adnan Sarwar. Sawrar ha voluto raccontare nel suo reportage (Channel 4) la storia di Mariezaan, uno dei tanti bambini in Sudafrica presi dalle gang e coinvolti dalla violenza, dalla droga, dalla miseria e dalla paura.

Il nostro compito è raccontare la verità e il potere del giornalismo è proprio dare aiuto grazie alla verità raccontata

Premio alla stampa internazionale

Antonio Pampliega, vincitore per la stampa internazionale, ha firmato per El Independiente un’emozionante corrispondenza sulle spose bambine in Afghanistan.

In collegamento dalla Spagna (ospite in video anche la figlia neonata), da cui non si è mosso per la precarietà della situazione legata alla pandemia, Pampliega ha condiviso anche una riflessione sui giornalisti ed inviati impegnati su fronti di guerra e pericolosi.

E’ una responsabilità lavorare in zone di guerra, non so mai se potrei essere rapito o ucciso però voglio che Arianna sappia la fortuna che ha di essere nata in un luogo così protetto.

Premio alla fotografia e dedica ai fotografi

Ultimo ma non ultimo, e anche lui, accompagnato dal figlio Diego, il fotoreporter del New York Times Andrea Franzetta, che vince nella sezione fotografia. Immagine significativa la sua, pubblicata in un numero speciale dedicato ai cambiamenti climatici.

Franzetta ha ritratto la costa inondata del Bangladesh, sulle rive del Golfo del Bengala, dove anche i bambini si arrangiano a scavare mattoni per poi rivenderli sul ciglio della strada.

Molti i bambini ritratti e raccontati da Franzetta e questo ha dato l’occasione per riflettere: abbiamo tutti perso qualcosa, ma nel momento difficile della chiusura, Diego è stato per lui la speranza.

Menzione anche alla categoria che spesso non viene riconosciuta come dovrebbe.

Ogni volta che si perde qualcosa c’è la possibilità di trovare qualcosa di nuovo

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