Nel cuore della città eterna, al Teatro Due Roma Teatro stabile d’essai, è in scena dal 13 al 22, Settembre in Danza-Roma 2013, sotto la raffinata direzione artistica di Loredana Parrella.

 Si apre nella capitale un nuovo spazio per la scena emergente e contemporanea della danza italiana.

Otto compagnie, provenienti da altrettante diverse regioni italiane e tre paesi stranieri, danzeranno durante i sette appuntamenti programmati.

Nel corso della manifestazione saranno ospitati i lavori di cinque affermati autori italiani – Loredana Parrella (Cie Twain physical dance theatre), Simone Sandroni e Lenka Flory (Deja Donne), Claudio Malangone e Susan Kempster (Borderline Danza), Roberto Cocconi e Luca Zampar (Arearea) – e le giovani produzioni di Elisabetta Di Terlizzi e Francesco Manenti (Progetto Brockenhaus/Sosta Palmizi Associati), Marco Chenevier (Teatro Instabile di Aosta), Erika Di Crescenzo (Cie La Bagarre), Salvatore Romania e Laura Odierna (Petranura Danza).

Una scommessa rischiosa e degna di nota quella che la Parrella ha voluto fare: aprire un luogo nuovo per la danza, fuori dai circuiti ormai rodati, dando la possibilità al pubblico romano di poter avere una visione sia sull’establishment che sui giovani  autori emergenti.

Doppio appuntamento per la serata del 14.

In scena alle 21 la Compagnia Deja Donne,  con: P.S. MARTINA LA RAGIONE, di Simone Sandroni interpretato da Martina La Ragione.

Lo spettacolo nasce nel 2010 dal progetto di Simone Sandroni di creare una serie di “ritratti” e non assoli, dal titolo P.S. PORTRAIT SERIES, per diversi performers. Non c’è un personaggio da interpretare, un ruolo,  il performer è il personaggio stesso.

 P.S. Martina La Ragione è incentrato sulla storia della danzatrice che lavora con la compagnia DEJA DONNE dal 2009. Attraverso una vera e propria intervista a Martina, Simone Sandroni è riuscito a creare una performance complessa e divertente con un linguaggio fatto di danza, testo e musiche, esaltato dalle indiscusse capacità  performative di Martina La Ragione , la quale  ha svelato  paure e  sogni raccontando la sua vita con parole  quotidiane,  lasciando entrare il pubblico nell’intimità delle sue emozioni attraverso l’ uso del corpo.

Una sorta di biografia coreografica,  divertente e profonda al contempo che lascia intravedere la grande personalità  e  capacità dell’interprete.

In seconda serata lo spettatore è stato rapito dall’indiscussa poeticità del pezzo   “Le Bagarre”, di e con Erika Di Crescenzo.

L’emergente coreografa torinese ha ipnotizzato con questo suo  lavoro il pubblico presente.

L’incontro tra corpo e lo strumento musicale ha creato una forte immagine emotiva  con la  quale l’autrice ha raccontato la sua ricerca.

Un linguaggio totalmente astratto, un caleidoscopico gioco  dì emozioni e intenti  nel quale c’è una  costante volontà d’interazione con il pubblico, attraverso lo sguardo e talvolta la parola.

Bagarre liberomelange italo-francese tra Blague (scherzo) e Guerre (guerra), nel quale  il corpo-sonoro della De Crescenzio ricerca la battaglia come habitat,  usando il teatro come spazio nel quale  crudeltà, timidezza,  oscenità,  ribellione coesistono  animate dal suo immaginario personale.

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