Figlio russo dell’Italia. Dai Ballets Russes alla Scala di Nicola Benois

a cura di Renzo Allegri

Il destino di Nicola Benois era senza dubbio segnato.

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Oltre ad avere molti avi già attivi nel campo dell’arte e della scenografia, si trovò a crescere in un ambiente creativo di alto livello.

Casa Benois era frequentata dagli artisti più geniali del momento, come Stravinskij e Chagall, e il padre Aleksandr fu tra i fondatori, insieme a Djagilev, dei celeberrimi “Ballets Russes”.

Qualche anno dopo la Rivoluzione, i Benois lasciarono la Russia per trasferirsi a Parigi mentre Nicola si stabilì a Milano lavorando al Teatro alla Scala per mezzo secolo, e ricoprendo il ruolo di direttore dell’allestimento scenico per quasi trentacinque anni.

In queste sue memorie (Lindau, collana “Le Comete”, 372 pagine), appassionate, affettuose e anche ironiche — che compaiono in Italia per la prima volta a cura di Renzo Allegri —, emergono i ritratti di tutti i più grandi musicisti, cantanti e registi del Novecento, ma il valore di queste pagine va oltre una pure gustosa aneddotica. Benois riferisce infatti molti dettagli inediti riguardo a fatti e vicende non solo del mondo del teatro, ma anche relativi agli eventi storici vissuti in prima persona in Russia, durante gli anni della Rivoluzione bolscevica, e poi in Italia durante e dopo il Fascismo.

Nicola Alexandrovich Benois, pseudonimo di Nikolaj Aleksandrovič Benua (Oranienbaum, 2 maggio 1901 – Codroipo, 30 marzo 1988), è stato uno scenografo, pittore e disegnatore russo naturalizzato italiano, conosciuto per il suo lavoro come scenografo principale del Teatro alla Scala di Milano.

Nasce in una famiglia di artisti da Aleksandr Nikolaevič Benua e Anna Karlovna Kind. Nel 1922 si sposa a San Pietroburgo con Marija Nikolaevna Pavlova (Pietroburgo, 10 ottobre 1899 – Marciana 16 ottobre 1980), da cui ha un figlio Roman (Alberto Romano), che nasce a Roma il 25 giugno 1931. In seconde nozze, dopo gli anni Cinquanta, sposa Disma De Cecco (1927-2006).

Il padre era direttore scenico del Teatro Mariinsky, il teatro dell’opera imperiale. La famiglia viveva nella loro grande villa vicino al teatro dell’opera, costruita dal nonno Nikolaj Benois. Nicola ha studiato arte e design sotto suo padre prima di frequentare l’Accademia di Belle Arti di San Pietroburgo.

Dopo aver lavorato come scenografo per alcune delle produzioni di opera e balletto Mariinsky, emigrò dalla Russia a Parigi, in Francia nel 1923, dove ha lavorato per Sergei Diaghilev come scenografo per alcune delle produzioni della compagnia Balletti Russi.

Nicola si trasferisce in Italia, a seguito di suo padre Alexandre Benois e viene invitato da Alexander Sanin per disegnare “Khovanshchina” alla Scala. I suoi disegni vengono ben accolti e gli viene offerto un posto come disegnatore al Teatro dell’Opera di Roma.

Nel 1935, Nicola accetta l’incarico di scenografo principale al Teatro alla Scala. Qui collabora con Luchino Visconti e su desiderio di quest’ultimo, Benois crea innumerevoli gioielli, utilizzando cristalli colorati, perle artificiali e falsi diamanti del produttore austriaco Swarovski.

Per la maggior parte della sua carriera, il soprano Maria Callas indossa esclusivamente gioielli disegnati da Benois e Lila De Nobili e prodotti da l’artigiano milanese Ennio Marino Marangoni.

Benois progetta il suo famoso diadema Principessa Russa per Callas nel 1956. Nel 1957 è direttore dell’allestimento scenico dello “Schiaccianoci” di Čajkovskij alla Scala. Sono da ricordare anche le scene dipinte per “Anna Bolena” (1957) di Donizetti, cantata da Maria Callas e firmata dalla regia di Luchino Visconti.

Nonostante l’impegno assunto alla Scala nel 1937, Benois continua a collaborare con altri teatri; viene invitato all’Arena di Verona, alle Terme di Caracalla (Aida, 1938) e al Maggio Musicale Fiorentino (Boris Godunov 1940). Per le celebrazioni verdiane del 1951 realizza “La Traviata” (Venezia, Teatro La Fenice) e “Aida” (Palermo, Teatro Massimo).

Nel 1957 allestisce “Pskovitana” di Rimskij-Korsakov per il Teatro Massimo di Palermo. Collabora inoltre con l’Arena Flegrea di Napoli  per la scenografia della “Carmen” di Bizet (1953), coreografia di Bianca Gallizia, e con il Teatro Donizetti di Bergamo per i costumi di “Andrea Chenier” (1957) di Umberto Giordano. Le sue produzioni artistiche teatrali sono notevoli per la padronanza della linea, la forma e la combinazione di colori.

Molte opere sono ora esposte come pezzi da Museo e studiate dai progettisti di tutto il mondo. Ha ideato circa 300 produzioni di balletto e opera per i teatri di Torino, Milano, Roma e altre città a livello internazionale.

Il curatore

Il curatore del libro, Renzo Allegri, giornalista, scrittore e critico musicale, si è formato alla Scuola di Giornalismo dell’Università Cattolica.

È stato per venticinque anni inviato speciale al settimanale “Gente” e poi caporedattore per lo Spettacolo e la Cultura ai settimanali “Noi” e “Chi”. Ha pubblicato circa ottanta libri seguendo soprattutto tre filoni: la musica classica, i fenome­ni paranormali e i grandi personaggi della religione.

Ha dedicato dieci volumi a Padre Pio, da uno dei quali è stato tratto il film per la TV “Padre Pio un santo tra noi” interpretato da Sergio Castellitto. Tra le sue pubblicazioni recenti ricordiamo “Il Papa di Fatima. Vita di Karol Wojtyla” (Ancora, 2020).

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