“Ines de Castro” di Salvatore Statello

“Un mito lungo cinque secoli”

Eroina del balletto pantomimico italiano tra Settecento e Ottocento”

La figura di Inés de Castro, moglie dell’erede al trono e futuro re del Portogallo vissuta nella prima metà del 1300, ha ispirato numerosi scritti e ricerche in quanto visse un dramma personale che la rese un’eroina.

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Un personaggio forte, che si distinse per le sue doti, tramandando ai posteri l’archetipo mitico quale portatrice di significati e valori universali, sempre di attualità, in ogni epoca e in ogni luogo.

La sua storia è stata oggetto di rielaborazioni letterarie, teatrali e ballettistiche in quanto ha saputo affascinare gli artisti e gli autori appartenenti alle più disparate correnti, e provenienti da ambiti geografici ben differenti, ad attestazione dell’universalità del succedersi degli eventi.

Il simbolo della de Castro ha posto in luce un interesse per la sua complessità composta da amore, furore, passione, odio, dolore, rendendola particolarmente vicina a tutti, trasformandola anche in un emblema della condizione femminile.

Salvatore Statello, con acume, le ha dedicato i due presenti libri editi da Di Nicolò Edizioni (pubblicati rispettivamente nel 2016 e nel 2021), grazie ad uno studio filologico delle fonti letterarie, associate e comparate a quelle iconografiche, nonché alla Poesia.

L’autore ci presenta un doppio testo basato sulla storiografia occupandosi della descrizione dell’accaduto con tutte quelle sfumature che hanno poi influenzato il costume, la scena, la sapienza e la società; comprendendo ogni forma di interpretazione, trattazione, trasmissione ed indicando al lettore le opere storiche relative ad un preciso periodo in grado di rinnovare le arti e il pensiero.

E lo fa con precisione, e osservanza, restituendo cartelle utili ai ricercatori, studiosi, storici e a coloro che desiderano approfondire le vicende e le trasformazioni accadute, note ed ignote, di una parte del passato, in particolare legate a Inés de Castro, quale ulteriore accrescimento culturale della propria formazione.

Nuovi riferimenti sono arrivati dal mondo del teatro europeo che hanno permesso allo scrittore di dimostrare il “carattere” della narrazione supportata da una matrice trasversale e multidisciplinare tra forze contrastanti: classicismo e scienze nuove, innovazione e conservazione.

Tra settecento ed ottocento la cultura dello spettacolo conosce sempre più uno sviluppo senza precedenti diventando strumento complementare di comunicazione e di educazione.

In particolare, la danza diviene un linguaggio privilegiato, ed insieme alla musica e al canto, primeggia tra purismo ed evoluzione. Illustri compositori creano musiche per il balletto. Ines de Castro, fu fatta assassinare dal suocero contrario alla relazione del figlio con la nobildonna, e poi fu resa Regina postuma dal marito pazzamente innamorato di lei.

La sua drammatica storia l’ha resa celebre nei secoli a venire e ha ispirato la letteratura e l’operistica del “romanticismo” ma anche la nobile arte del balletto. Ricordiamo ad esempio la tragedia in cinque atti “Inés de Castro” di Houdar de la Motte, rappresentata la prima volta dalla Comédie-Française di Parigi nel 1723, oppure “Corona de amor y muerte” andata in scena al Teatro Odeón di Buenos Aires nel 1955, senza scordare “La Reine Morte” di Henri de Montherlant alla Comédie-Française di Parigi nel 1942.

Molti altri gli allestimenti suggeriti dalla figlia illegittima di Pedro Fernández de Castro (signore di Monforte de Lemos e Sarria) sono stati oggetto di trasposizioni teatrali, come quella del 1835 di Giuseppe Persiani su libretto di Salvatore Cammarano e Giovanni Emanuele Bidera, composta e scritta appositamente per la divina soprano Maria Malibran.

Sul versante coreografico si rammenta un balletto di Charles-Louis e Auguste Didelot al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo nel 1821, e in tempi più recenti uno di Germinal Casado al Badisches Staatstheater nel 1988.

Ma come ci illustra Statello in gran numero sono gli autori che hanno rivolto il loro sguardo ad Inés de Castro, da Canziani a Herdlitzka, da Le Fèvre a Muzzarelli, da Cortesi a Taglioni, da Dupin a Cianfanelli. Al lettore scoprirli, pagina dopo pagina!

L’autore

L’autore, Salvatore Statello, nato a Regalbuto (EN), laureato all’Università degli Studi di Pisa, è stato borsista del Governo Portoghese nell’estate del 1974. Ha pubblicato saggi di varia letteratura e opere di narrativa.

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