Le rose del Parnaso. Il Maxxi d’estate, il Maxxi in estate

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Il legame per unire la gente è la mescolanza delle culture, scoprendo pace e bellezza. Oltre i confini di uno spazio non delineato, una voce, timbro ritmico, ha condotto i fili di una narrazione in senso viscerale ed energico. Un progetto evocativo di sogno e di semplice fascino per altre due serate da non perdere.

Il Museo nazionale delle arti del XXI secolo diventa cornice particolare ed invitante. Le iniziative gratuite in Via Guido Reni, a Roma, riservano sempre sorprese eccelse. Un occhio particolare è rivolto ad eventi unici, di spessore e legati in qualche modo anche alla musica.

Il 23 luglio 2014 presso lo spazio YAP Maxxi 2014 (Young Architects Program) in occasione di PLAY with YAP, il programma di eventi estivi, ha ospitato Le Rose del Parnaso. Una kermesse poetica di arte contemporanea curata da Irma Immacolata Palazzo e da un’idea di Cosimo Cinieri, prodotto dall’Associazione Culturale Vagabonda Blu e sostenuto dalla Fondazione MAXXI, Regione Lazio e Fondazione Roma Arte – Musei.

Una serata nella quale si è navigato, vale proprio la pena dire, tra teatro, lirica, musica, lettura, danza e fotografia che si replicherà, con altri due appuntamenti, diversi tra loro, nelle notti del 17 e 27 settembre sia per dare continuità all’evento, affinché non rimanga fine a se stesso, sia per rivivere la magia di una festa stile dionisiaca.

L’obiettivo principe del progetto è dunque quello di declinare nelle sue varie forme la Poesia, con l’intento di abbattere ogni confine tra poesia alta e poesia popolare, ricordando che tra le due c’è stato un continuo interagire, fin dai tempi di Dante.

Lo spazio aperto, tra legno, sfere luminose, luci, strisce di tela per ombreggiare, è stato culla di un evento alto, una prima nazionale, la quale, vorrei sottolineare, dovrebbe essere esempio per valorizzare le arti nel loro incastro.

 Cosimo Cinieri e la sua potente voce hanno fluttuato nell’aria declamando Poesia. Il testo de la Ode Marittima di F. Pessoa (1915) è stato elevato, ritmato, cadenzato, danzato e scandito da superba dizione, prestando attenzione a tutte le descrizioni che l’autore ha voluto evocare nel libro. L’attore vestito da pirata, con una benda rossa in fronte, ha recitato un sogno sviscerando in tutte le sue forme la sensazione del viaggio, della navigazione, della descrizione della vita sulle navi. Piroscafi, navi carboniere, velieri … quasi astratte nel loro andareche vanno e vengono … toccano moli, oceani, sfiorando panorami, coste e promontori.

Una nostalgia sentita, profonda, di toni energici, trepidanti e ritmici dove gli avverbi, ben distribuiti, infondono musica all’interno della narrazione e non solo.

Cosimo Cinieri, ‘pirata delirante’ non vuole mettere in scena la poesia, bensì il pericolo, il gioco di equilibrio, il ritmo. Ecco la sfida, e la parola diventa corpo su cui tentare un’armonia altra. La voce dell’attore non è mezzo di comunicazione, ma strumento emozionale: mette in moto le emozioni individuali di chi l’ascolta e lo vede, scava nel profondo di ognuno sentimenti nascosti ma latenti, radicati ma raramente espressi.

 Le musiche originali di Domenico Virgili, Marcello Fiorini e Mimmo Gori, propagatesi nell’aria, sono state accompagnamento alle diverse intonazioni dell’artista. Pianoforte, flauto traverso, percussioni (Mimmo Gori), fisarmoniche e clarinetto (Marcello Fiorini e Salvatore Zambataro), ensemble d’eccezione e peculiare nel sottolineare vivacità, rapidità, agitazione, calma e ninna nanna durante la lettura de la Ode Marittima.

 La voce melodica di Bibiana Carusi, soprano e flauto traverso, è stata di forte impatto emotivo. Toccando corde emozionali, anche attraverso le note nostalgiche di una ninna nanna ricordata con tenerezza. Domenico Virgili si è occupato dell’orchestrazione e, con il pianoforte a coda, ha saputo guidare sensazioni verso epoche passate che, al buio della notte, si son percepite più forti.

 L’insieme rimanda al mare, alle sue onde, al dolce fluire, quasi come una libertà verso mari misteriosi ed attese, simili alle pose delle sirene di cui, il vestito indossato da Bibiana Carusi, è rimando e opera del pittore Giancarlino Benedetti Corcos ed Adelaide Innocenti.

 Evento di una sottile seduzione, regia di Irma Immacolata Palazzo, sceso nel reale. Il mondo moderno con i suoi molteplici lavori e rapidità, dove la Poesia è dentro, dappertutto, pure nelle fatture

Scaturito, poi, sul finale, con divampante energia, liberatoria, tra tammurriata, pizzica e taranta, canti e musiche popolane grazie alla presenza di tammurrianti e tammorre della Paranza di Romeo Barbaro, che hanno collaborato con i giovani tammorrari della S.M.S. Criscuolo di Pagani (SA) e diretti dal Maestro Franco Cardaropoli. Unendosi ai danzatori del Gruppo musicale Etnomut di Giovanni Tribuzio e della Compagnia Sciarabballo di Antonella Potenziani mediante musiche e danze del Centro Sud Italia (pizzica, tarante e tarantelle) lasciando il Coro di bambini cantare (a cura della Prof.ssa Laura Curtale).

Fiera di aver partecipato a questo quadro artistico animato, credo e sento di esprimere che il legame per unire tutta la gente sia la mescolanza delle culture.

Solo così si scoprono bellezza e pace dentro.

 …Passa, passa lento vapore e non restare … perditi … Segui il tuo destino e lasciami …

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