Musica e devozione nella «Città felicissima» di Ilaria Grippaudo

Ordini religiosi e pratiche sonore a Palermo tra Cinque e Seicento

Avvalendosi di una ricchissima documentazione d’archivio, il presente lavoro (pubblicato da Olschki nella collana “Historiae Musicae Cultores”, xvi-268 pp. con 8 tavv. b.n. f.t. Appendice digitale di 498 pp. online) intende ricostruire il panorama musicale della Palermo di Cinque e Seicento a partire dal ruolo ricoperto dagli ordini religiosi.

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Le tre parti del volume indagano rispettivamente occasioni liturgiche e festive, protagonisti delle attività musicali, forme di finanziamento e cappelle di musica, dimostrando come la promozione di eventi sonori costituisse un potente mezzo di consolidamento del prestigio delle comunità di appartenenza.

Nella Palermo di età moderna conventi e monasteri operavano come centri importanti di promozione musicale.

Nell’esplorare le prassi sonore più diffuse, le tre parti del volume indagano rispettivamente quando si faceva musica (occasioni liturgiche e festive), chi veniva coinvolto a vario titolo nella vita musicale cittadina (i protagonisti delle attività musicali) e come tali attività venivano promosse e incoraggiate (forme di finanziamento e cappelle di musica).

In tal modo si intende dimostrare come il patrocinio e l’esercizio della musica costituissero un potente mezzo di consolidamento del prestigio delle comunità di appartenenza, concretizzandosi nell’utilizzo di forze interne, oltre che nell’ingaggio di esecutori chiamati dall’esterno, e permettendo di segnare simbolicamente lo spazio urbano con la proposta di sontuose cerimonie musicali.

L’autrice

L’autrice, Ilaria Grippaudo, è ricercatrice presso l’Università di Palermo. Nel 2010 ha conseguito il dottorato di ricerca in musicologia presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Docente di Storia della Musica al Liceo Musicale “Regina Margherita” di Palermo, è stata assegnista di ricerca e docente presso l’Università di Palermo (2013-2017).

I suoi interessi di ricerca affrontano un ampio spettro di tematiche che spaziano dalla vita musicale in Sicilia alla storia dell’opera, allo studio della musica nei monasteri femminili. Ha pubblicato numerosi articoli, sia in italiano che in altre lingue, in riviste scientifiche internazionali.

Nel 2014 è risultata vincitrice del Premio biennale “Pier Luigi Gaiatto” istituito dalla Fondazione Levi di Venezia.

La casa editrice

La Casa Editrice Leo S. Olschki, che nel 1986 ha compiuto cento anni, costituisce una forza di particolari caratteristiche nel vasto panorama dell’editoria nazionale. Per lunga tradizione, l’attività si identifica con il settore delle scienze umanistiche nella più vasta accezione del termine.

Un campo difficile nel mondo dei libri, con tirature estremamente limitate per una distribuzione lenta nel tempo. La sigla «dal cuore crociato e diviso», come la definì Gabriele D’Annunzio, è familiare agli specialisti, agli studiosi, ai bibliotecari di tutto il mondo e ha un particolare significato per gli Istituti culturali e le Università.

La storia della Casa Editrice, proposta in due grossi tomi nella celebrazione del centenario, poggia sull’arco di cinque generazioni della stessa famiglia e questa rara continuità costituisce il presupposto per un lungo cammino ancora da percorrere nel mondo e per il mondo della cultura.

Da Leo ad Aldo, da Aldo ad Alessandro, a Costanza e Daniele Olschki, la quarta generazione, a Serena, la quinta: una grande tradizione nel campo delle scienze umane.

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