Nato nel 1982 dalla mente creativa di Mario Martone, con la collaborazione di un nutrito ed eterogeneo team di artisti, Tango Glaciale era ed è uno spettacolo-manifesto di ricerca teatrale (ma non solo) che ha sintetizzato una parte delle istanze rivoluzionarie degli anni 70 spingendole verso una o più direzioni di consapevolezza creativa. Un punto di snodo, come altre esperienze artistiche coeve, forse meno causale e, certamente, più organizzato rispetto ad altri esperimenti precedenti, ma persino successivi. In fondo, gli anni 80 furono estremamente eversivi nella continua ricerca di un esito nuovo in molti, moltissimi campi, dalla musica alla moda, dalla danza al cinema.

Martone mise insieme più di una disciplina, in un campo comune senza troppi confini, fluido e in continuo mutamento: il palcoscenico. Senza darla vinta a una o a un’altra, equamente. Ecco, Tango Glaciale – ossimorico insieme di fuoco passionale e freddo ordine – è per l’appunto un tentativo di ordinare il libero trasformarsi dell’esistenza. Fece scalpore. L’esplosione e la conseguente diffusione su scala mondiale furono impressionanti, se si pensa alla giovane età dei partecipanti, ma ancor più al numero di repliche che ebbe in tutto il mondo ottenendo consensi e tributi ovunque, in particolare sulla scena americana.

Forse perché parlava una lingua contemporanea, un linguaggio vivo e ardente che era nato, come un seme necessario, all’interno di una esperienza teatrale viva e alla ricerca di nuovi esiti. Forse perché riusciva a dare corpo, voce, suono, movimento, senso alla ricerca estetica e artistica che rispecchiava il disagio sociale e le contraddizioni di anni di scontri ed eccessi. Forse perché portava in una forma di spettacolo partecipativa un atteggiamento che sarebbe poi passato in ambiti meno coinvolgenti, attestandosi fra i primi ad anticipare una virata epocale.

Tango Glaciale Reloaded

Per tutto questo Tango Glaciale fu uno spettacolo che ha segnato un’epoca ed è, senza discussione alcuna, legato a doppio filo a quell’epoca. Oggi, però, torna in scena al Teatro India in versione Reloaded grazie alla cura e alla volontà di Raffaele Di Florio e Anna Redi e certamente alla presenza culturalmente rassicurante di Martone stesso. Per sua stessa ammissione egli fu dubbioso sulla possibile ripresa. Non vi è dubbio che le personalità coinvolte abbiano spessore artistico, talento e sappiano poi assai bene cosa vogliono realizzare e come. Inoltre l’opera d’arte-spettacolo-happening, così come fu concepito, costituisce un gesto innovativo e sconvolgente per la fusione unica che realizza.

Dalle perfette elaborazioni videografiche di Alessandro Papa agli inappuntabili interventi pittorici e di design di Lino Fiorito, dalle vivide ambientazioni grafiche di Daniele Bigliardo al necessario contributo di Angelo Curti e Pasquale Mari, tutto si unisce per restituirci una carrellata di mondi analogicamente multimediali che spaziano dalla citazione storica alla pop-art, dal fumetto d’autore al razionalismo pittorico, fino al decorativismo naturalistico in cui i tre talentuosi performers Jozef Gjura, Giulia Odetto e Filippo Porro si muovono, vivono, muoiono, ironizzano e poi “s’incazzano, sclerano, sfottono, silovvono, silaikkano, siseguono” e ci dimostrano che ancora oggi l’arte non ha confini se non quelli che noi gli diamo (tanto per citare la filosofia calviniana di Amerigo Ormea).

Fra i tre interpreti non c’è mai sfida, ma piuttosto complicità folle, lucida connessione nel complicato lavoro ritmico e fisico, in cui l’energia dell’uno mette in moto quella altrui, non per consumarsi ma per rinnovarsi ad libitum.

Completano l’opera l’elaborazione della colonna sonora operata da Daghi Rondanini, che spazia anch’essa per generi e forme acustiche più disparate, accompagnando il mutamento visivo, e i costumi di Ernesto Esposito, quasi una collezione vintage da copertina.

Tango Glaciale Reloaded

I diversi “quadri” proiettati sulla parete scenica, completata dalla apertura centrale che ne svela una porzione interna ugualmente “pittorica”, sono sincronicamente perfetti: limitano lo spazio alla casa o al quartiere oppure lo ampliano all’universo, in un gioco ironico di citazioni cinematografiche. Vale la pena citare la bellezza poetica del quadro dell’universo che lascia a bocca e cuore aperti.

In questa perfezione ideativa ed esecutiva, tuttavia, resta aperto un dubbio. Nel 1982 il senso di questa operazione aveva dei legami culturali ed extraculturali con il mondo da cui l’opera stessa era scaturita, da cui “nascevano” gli stessi artisti coinvolti… ma oggi qual è dunque il senso? Quale lo spirito vitalizzante? Dare luce a un passato di ricerca glorioso? Indicare in quel momento storico un punto di non ritorno che ci ha condotto ad oggi ad un maggiore conservatorismo scenico? Oppure semplicemente ricordare quello che è stato, per riproporlo a chi, per questioni meramente anagrafiche, non ha potuto vivere in prima persona un periodo tanto fecondo. Ai posteri l’ardua sentenza.

5 ● 14 aprile 2019 _ Teatro India

TANGO GLACIALE RELOADED (1982 → 2018)

progetto, scene e regia Mario Martone

riallestimento a cura di Raffaele Di Florio e Anna Redi

elaborazioni videografiche Alessandro Papa

con Jozef Gjura, Giulia Odetto, Filippo Porro

interventi pittorici / design Lino Fiorito – ambientazioni grafiche  / cartoons Daniele Bigliardo

parti cinematografiche / aiuto–regia  Angelo Curti, Pasquale Mari

elaborazione della colonna sonora Daghi Rondanini – costumi Ernesto Esposito

Produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto

riallestimento nell’ambito del Progetto RIC.CI Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni Ottanta/Novanta (Ideazione e direzione artistica Marinella Guatterini)

in coproduzione con Fondazione Ravenna Manifestazioni

con il sostegno di Torinodanza festival | Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

in collaborazione con Amat – Associazione Marchigiana Attività Teatrali / Fondazione Fabbrica Europa per le arti contemporanee/ Fondazione Teatro Comunale di Ferrara /Teatro Pubblico Pugliese – Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura / Fondazione Toscana Spettacolo onlus/ Fondazione Milano – Civica Scuola di Teatro “Paolo Grassi”

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Chi sono
Appassionato di musica e teatro da sempre tanto da laurearsi sia nell’una che nell’altra disciplina, ha però affiancato agli studi musicali e sulla vocalità esperienze di lavoro in diversi ambiti: editoria, scuola, conservazione e catalogazione, management, comunicazione, organizzazione eventi, istituti finanziari, no-profit. Ancora non sa quale sarà il suo futuro, ma ama lo yoga, i viaggi e la buona cucina.
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