Questo viaggio a Cuba lo abbiamo organizzato in stile fai da te e zaini in spalla. Quindi consultando forum, guide più o meno aggiornate e gruppi Facebook. Molte di queste cose le abbiamo scoperte in loco. Per questo abbiamo pensato che fosse utile condividere le cose che abbiamo imparato.

Cuba è un posto che non può essere raccontato in poche righe, a causa delle sue molteplici sfumature. Abbiamo scelto di dividere il nostro diario di viaggio in più argomenti: quello socio-storico-politico; questo che è formato da una serie di dritte pratiche sull’isola, i racconti delle persone che abbiamo conosciuto e la struttura del viaggio che abbiamo compiuto.

Come funziona l’internet

L’accesso ad internet è controllato direttamente, nella sua erogazione, dallo Stato. Funziona così: si va a fare la fila in un telepunto dove vendono una tesserina (come le ricaricard degli operatori telefonici). Dopodiché si cerca l’area dove la connessione “prende”, in genere un parco o una piazza, lo riconoscete perché è piena di gente con la faccia sul telefono.

Si gratta la striscia argentata e c’è user e password, da inserire per connettersi. Teniamo presente che: Facebook è filtrato, il collegamento alla posta elettronica è controllato e Skype manco c’è.

Per mezz’ora di connessione, da consumare entro 30 gg, si spendono 4 cuc (3 euro, circa). Uno dice “eh va bè!” solo che lì lo stipendio mensile di un infermiere è di 24 cuc. (ricordatelo sto passaggio che poi ci torniamo)

Da anni pare che si dibatta dell’arrivo della fibra. Il Governo tergiversa. L’unica cosa però che ci sorprende è che negli alberghi a 5 stelle, frutto di partnership internazionali con la Spagna o con la Francia, il wi-fi non solo è presente ma è anche gratuito. (ps: in queste strutture i locali, a meno che non vi prestino lavoro, non possono entrare)

Puntualizziamo che in 18 giorni non abbiamo sentito particolarmente traumatica l’assenza di internet. L’aspetto, se vogliamo, negativo è stato il non poter informare frequentemente i nostri cari sulle nostre condizioni e sui nostri spostamenti. Visto che le comunicazioni non sempre sono agili raccomandiamo, prima di partire, di iscriversi sul sito della Farnesina Dove siamo nel mondo, indicando spostamenti e pernotti.

Fuori dal circuito turistico

Intanto la prima cosa sta nella moneta, infatti a Cuba c’è una doppia circolazione

Il CUC, la qui equivalenza di valore è uguale al dollaro US, è la moneta con cui gli stranieri pagano i servizi (in ambito turistico: hotel, case particular per turisti provenienti da fuori Cuba, internet) e alcuni beni.

Il CUP, con un’inflazione più alta, è la moneta con cui i locali pagano l’acquisto dei beni e alcuni servizi esplicitamente riservati a loro (es: l’autobus urbano per i pendolari cubani, case particular per turisti cubani)

Per chi sceglie di vedere Cuba fuori dal circuito turistico è bene tenere presente che un posto con l’embargo è un posto dove la reperibilità dei materiali è solo per le cose di prima necessità. E il concetto di prima necessità, cambia da una latitudine a un’altra.

Qualche esempio: nei supermarket non farete fatica a trovare bottiglie di ron, al contrario invece se cercate dello scotch, o degli assorbenti o degli accendini o delle penne. Se cercate dei biscotti esiste una sola marca. Lo stesso vale per lo yogurt.

Da stranieri sarete sempre privilegiati, perché potrete comprare tutte le scatole biscotti e di yogurt che vorrete, i locali hanno la tessera con il razionamento in base al numero del nucleo familiare. Ragion per cui spesso, per strada, dei bambini vi chiederanno delle caramelle.

 

In giro

Cuba è fantastica e anche gli abitanti lo sono, ma è importante non dimenticare che le persone dai comportamenti scorretti esistono ovunque. Immaginate di prendere un autobus a lunga percorrenza e oltre al biglietto, poi l’autista vi chieda una mancia. Ecco succede pure questo. Ovviamente senza generalizzare, su circa 10 spostamenti solo in una occasione ci è successo, ma sufficiente per spiazzarci.

Immaginate di conoscere una, due, 10 persone che faranno di tutto per rifilarvi una sòla cercando di vendervi qualcosa di contrabbando. Oppure qualcuno che vi proporrà un giro della città a poco prezzo e alla fine vi dirà che l’importo si riferiva a persona. Quindi la regola principe è: sveglia!

Se prendete il bus.

I locali chiamano gli autobus Uàua. Ci hanno spiegato che una volta i bus avevano i clacson a mo di trombetta, quella da cartone animato, il cui suono era proprio Uàua. Da allora nell’idioma locale è rimasto questo nome onomatopeico. Quindi se scegliete di prendere un Uaua, potrete scegliere in base alle tratte sia Viazul che è la compagnia di stato, che altre come la Transgaviota o la Cubacan acquistabili nei Cubatur.

Viazul è più economica ma è meno agile, sia per gli orari che non per tutte le tratte sono comodi sia per il fatto che bisogna recarsi in stazione (e non sempre sono vicine al centro) il giorno prima per prenotare il posto e poi l’indomani un’ora prima per prendere i biglietti. Che fatto a 15 gradi è ok, ma a 35 all’ombra un po’ meno.

Una valida alternativa è recarsi in un Cubatur, che è una sorta di agenzia di viaggi. Qui sono sempre disponibili a trovare un posto su un pullman di quelli per le escursioni o i trasferimenti dei clienti degli alberghi. In questo caso le fermate sono negli alberghi tra cui c’è il collegamento.

Se prendete un taxi

Sappiate che è sempre opportuno contrattare prima il prezzo. Un modo ottimo per spostamenti lunghi sono i taxi collettivi. Recatevi in una stazione degli autobus il giorno della partenza. Voi non dovrete far nulla saranno i tassisti che vi assalteranno proponendovi di portarvi in capo al mondo.

Cuba
Osval

Voi non dovrete far altro che dire “collectivo” e la città dove siete diretti. Sarà lo stesso tassista a impegnarsi a raccogliere altri turisti che vanno nello stesso posto dove andate voi, questo è un modo per dividere il costo del viaggio risparmiando anche tempo essendo svincolati dagli orari degli autobus.

…in tutti i casi

tenete presente che la cubanità prevede una flessibilità oraria non sempre quantificabile. Per cui un bus che “dovrebbe” partire alle 08.00 del mattino, “potrebbe” tranquillamente partire alle 10.00. Lo scoprirete solo durante l’attesa alla fermata.

Se prenotate un taxi per il giorno dopo, preparatevi a dover scendere in strada e cercarne un altro.

In tutti i casi sappiate che arrabbiarvi non vi servirà assolutamente a nulla. Non avrete con chi prendervela e vi allontanerete dalla soluzione. Quindi rilassatevi e pensate al piano B.

Dormire e mangiare.

Se scegliete di visitare Cuba a più tappe, come abbiamo fatto noi, premuratevi di prenotare la notte del vostro arrivo in una casa particular e poi il resto dei giorni fatevi consigliare dagli stessi proprietari delle case. Chi gestisce una casa particular fa parte di una rete per cui si conoscono tra di loro e con un rapporto di fiducia si “mandano” i clienti a vicenda.

Questo vi permetterà di avere un contatto con i locali che vi sapranno anche consigliare e mettervi in guardia. Nelle case particular è possibile mangiare piatti tipici, approfittatene soprattutto la prima sera in modo da prendere confidenza con la cucina.

Cuba
Pizza a Cuba

 

Non è chiaro come mai, ma lo street food più diffuso è la pizza. Questi punti vendita sono molto frequentati dai locali, motivo per cui la moneta con cui si paga è il CUP, il pesos cubano. Se non siete particolarmente schizzinosi e non vi aspettate la pizza della pizzeria napoletana sotto casa, è un ottimo spuntino che pagate più o meno 0,40 centesimi (di euro).

Bere

L’acqua a Cuba costa più del ron e della birra. L’acqua potabile è solo quella confezionata. Vi capiteranno camerieri che fanno gli acchiappa turisti che per convincervi ad entrare da loro di diranno che lo chef cucina tutto con acqua sanificata. Per dire…

Vi troverete a sorseggiare Piña Colada in spiaggia alle 10 del mattino e vi sembrerà normale.

Consiglio: cercate un supermarket e comprate delle bottiglie di acqua grandi e poi portatevi dietro delle borracce o bottigliette. Acquistare l’acqua nei chioschi potrebbe essere molto costoso, in proporzione.

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Chi sono
General Manager, Autrice La Nouvelle Vague Magazine
Linamaria Palumbo. Siciliana di nascita romana d’adozione, triestina per residenza. Laureata al DAMS di Palermo. Si occupa di blog di social e contenuti digitali. Ama le belle storie. Spesso le si “chiude la vena” per gli argomenti che l’appassionano, ma nulla di violento. Da sempre risponde a domande che nessuno le ha mai posto.
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